BLUEM: un’oasi nel deserto

BLUEM: un’oasi nel deserto

1 Aprile 2021 0 Di Federico Clemente

Due singoli interessantissimi, un disco in arrivo, Londra negli occhi ma la Sardegna nel cuore. È questo e molto altro Chiara Floris, in arte BLUEM, giovane cantautrice e produttrice sarda. La sua musica è intima, eterea, essenziale ma potente, una boccata d’aria fresca, un impeto sonoro di cui abbiamo bisogno.

 

Ciao Chiara, bentrovata sul Faro! Ascoltandoti si percepisce tutta la freschezza delle tue idee, le tue sonorità sono qualcosa di molto diverso da quello che si sente in giro oggi, almeno qui in Italia. Che è una benedizione ma anche un rischio, immagino tu ne sia consapevole?

Posso cercare di essere oggettiva e ammettere che c’è una dose di rischio, ma io personalmente non me ne sono mai preoccupata. Non ho mai fatto musica mettendo in primo piano la funzione o l’impatto che avrebbe avuto, è sempre stata una cosa di cui ho sentito il bisogno per capire e superare certe fasi della mia vita.

 

Il tuo secondo singolo “Martedì”, così come il primo, riesce a trasportare altrove, in una dimensione eterea, sospesa, pur affondando i piedi nella concretezza di esperienze di vita. Ci racconti di cosa parla?

Di preciso, non lo so più neanche io. E’ una canzone che è nata da una mia esperienza personale, ma già nella fase finale della produzione si è adattata perfettamente alla storia di qualcun altro (la ragazza che parla all’inizio e alla fine del brano). Mi piace pensare che sia argilla, materiale malleabile su cui tutti possono modellare il proprio ricordo. Sicuramente la mia speranza è che alla fine lasci comunque una sensazione di understanding e di conforto.

In “lunedì” hai affrontato il deserto del post-amore, dove spesso si rimane impantanati nel tentativo di difendere qualcosa destinato a finire. Esiste un’oasi in questo deserto? Tu che idea ti sei fatta di come si faccia a trovarla?

Esiste, sì. Forse ne esistono molte più di una e se siamo fortunati abbastanza le persone che abbiamo intorno cercheranno sempre di indicarcele. Ognuno decide quando le vuole vedere, però. Per me quel momento coincide sempre con l’istante in cui inizio a scrivere una canzone.

La tua musica ha un respiro e sonorità molto internazionali ma al tempo stesso dentro c’è tanto della tua terra, la Sardegna. In cosa ti ha ispirato di più?

Musicalmente parlando, non saprei rispondere. Nel senso che non ho fatto intenzionalmente nessun riferimento alla musica sarda. Sicuramente mi ha ispirata di più nella parte visiva, unicamente dedicata a lei. Lì ho fatto un lavoro molto specifico. Ho disegnato una per una le copertine dei singoli e ne ho diretto la realizzazione. Penso che questa necessità sia venuta anche dal fatto che quando ho scritto l’album ero chiusa in una camera a Londra e avevo molta nostalgia di quei luoghi.

 

Le tracce anticipano “NOTTE”, il tuo primo album in italiano, nato a Londra in una settimana. Quindi dopo lunedì e martedì ci dobbiamo aspettare una canzone per ogni giorno della settimana? Cioè, stai facendo uscire una sorta di concept album?

Avete indovinato. Non vorrei prendermi la responsabilità di ammettere che sia un concept album, perché non me ne sono resa conto finché non l’ho finito. Però sicuramente ne ha le sembianze. In realtà, avevo una settimana di ferie da lavoro mentre il mio coinquilino era a Cuba e mi sono messa in testa di impostare la produzione di un brano al giorno chiusa in casa da sola. Da lì in poi ho semplicemente deciso di continuare a fare un lavoro coerente.

 

Quanto è stata importante, sia a livello personale che artistico, la tua esperienza all’estero?

E’ stata fondamentale. Vivo a Londra da quando avevo diciotto anni, ho vissuto il passaggio all’età adulta interamente qua ed è stato intenso e sicuramente diversissimo da quello che avrei potuto vivere rimanendo dov’ero. Artisticamente parlando, non avevo neanche mai scritto una canzone prima di venire qui, e con questo penso di aver detto tutto.

 

Artista preferito/a e quelli che stai ascoltando di più in questo periodo?

Non ho un artista preferito. Ascolto Blonde di Frank Ocean la domenica, anziché andare a messa. Per il resto, in questo periodo ho ascoltato molto Hope Tala, SZA, Kali Uchis, Tyler, Nathy Peluso. Sono anche entrata in fissa con l’ultimo disco dei Bicep, e ho sempre i miei momenti in cui mi ritrovo seduta in un angolo ad ascoltare i Khruangbin.