La primavera di Giulia Crescentini

La primavera di Giulia Crescentini

26 Marzo 2021 0 Di Federico Clemente

Giulia Crescentini è una giovane cantautrice romana, uscita recentemente con il suo singolo d’esordio “Il freddo è uno stato mentale”.  Una canzone semplice, pura e sporca allo stesso tempo, che racconta l’inadeguatezza delle persone nei confronti della vita e delle relazioni, che esplora il perché spesso ci facciamo male e in che modo”.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei!

 

Ciao Giulia! Il tuo brano d’esordio “Il freddo è uno stato mentale” ci racconta di come, nell’alternarsi delle nostre stagioni emotive, a volte arriva anche l’inverno. Tu come hai affrontato il tuo?

Ciao ragazzi! Ho percepito il mio inverno come un periodo lunghissimo che credevo non finisse mai, ma l’ho affrontato non mollando mai, resistendo e sperando che arrivassero momenti migliori.

 

 

Poi per te è arrivata la primavera?

Si, direi di sì, anche piuttosto recentemente. E ha combaciato con il mio processo di crescita, con il mio diventare adulta, libera e sicura. Questo mi ha permesso anche di trovare il coraggio di dare luce al mio progetto.

 

Quando si scrive un brano molto personale lo fa si fa per riconoscere ed accettare quel che si prova o per liberarsene?

Credo che si scriva sia con l’una che con l’altra motivazione. D’altronde se non accettiamo quello che proviamo non abbiamo nessuna possibilità di liberarcene.

 

Parlando del singolo dici “spero possa farvi sentire come mi sento io quando lo canto”. Cosa provi quando canti?

Mi sono sentita in tanti modi mentre cantavo negli anni. Ad oggi cantare mi ricompatta, mi rimette in contatto con me stessa, visto che spesso la vita frenetica ci impedisce di riflettere e di stare in ascolto.

 

Di questi tempi, esordire è una sfida coraggiosa, se non altro per la vastità delle proposte e la superficialità con cui spesso si consuma la musica oggi. Com’è vista da dentro con gli occhi di chi questa sfida l’accetta?

È verissimo, è una sfida grande, che sto affrontando rimanendo con i piedi per terra, provando a costruire un progetto che rispecchi il più possibile la mia identità. È fondamentale che sia la passione a guidare questo percorso e non le aspettative talvolta irrealistiche di successo.

 

Cosa c’è nel tuo domani artistico? 

Vorrei al più presto farvi sentire altri brani, presentarvi il mio disco. Ma spero anche di poter lavorare e sperimentare il prima possibile con altri musicisti da cui posso imparare tanto.

 

Sogni nel cassetto? 

Mi piacerebbe moltissimo cantare insieme a La Rappresentante di Lista. Sono dei musicisti pazzeschi che non hanno paura di sperimentare e di dire la loro, eterei, eleganti e mai banali.