Moanne: quello stato d’animo da cui tenti di scappare, ma non puoi fare a meno di nutrire

Moanne: quello stato d’animo da cui tenti di scappare, ma non puoi fare a meno di nutrire

30 Gennaio 2021 0 Di Federico Clemente

Cosa vi fa venire in mente la parola pavimento? A me una superficie fredda, dove sdraiarmi quando sono giù o che non sento sotto i piedi quando sono smarrito perché mi manca qualcosa. Sensazione tipica, ad esempio, di quando si perde un amore. È così che deve essersi sentita Moanne, alterego musicale di Melinda Amato, che nel suo ultimo singolo si scontra e racconta il freddo che ci cala inesorabilmente addosso nei primissimi tempi dopo una rottura. E lo fa dal suo punto di vista, descrivendo gli istanti in cui, sul ciglio di un addio, non è stata ancora metabolizzata la fine di una storia e si sceglie di ignorare la cosa, mentendo, soprattutto a sé stessi. Così il pavimento diventa un posto dove fermare il tempo, dove concedersi una notte in più, nel tentativo di preservare attraverso il sesso quel calore che ci sta improvvisamente sfuggendo dalle mani. Un tepore che però svanisce in fretta, al ritmo dei passi di chi se ne va, svegliandoci dall’illusione di avere la situazione sotto controllo e lasciandoci soli e vuoti sullo quello stesso pavimento, ormai freddo come il cuore di chi resta.

Pavimento è un brano che si adagia leggero su chi l’ascolta pur pesando sull’anima dell’artista barese e di chiunque si immedesimi nelle sensazioni evocate. L’incedere lento rende bene l’idea del tempo che si dilata, che vorremmo quasi fermare mentre ci si aggrappa a tutto pur di restare dentro qualcosa che sta svanendo. Un gustoso soul contemporaneo, dalle sfumature R&B e dalle atmosfere sensuali e notturne, venuto a dirci che è solo l’inizio della storia musicale di Moanne, uno stato d’animo da cui tenti di scappare, ma non puoi fare a meno di nutrire.