Madrenatura: 6 domande a L’Iperuranio

Madrenatura: 6 domande a L’Iperuranio

27 Gennaio 2021 0 Di ilfaroindie

Oggi siamo alle prese con un brano che ha tanta grinta e tanto indie rock all’interno, stiamo parlando di Madrenatura di L’IPERUNRANIO.

Iniziamo dal nome, come mai hai scelto questo nome d’arte? 

Ho sempre amato il concetto di Iperuranio di Platone. L’ho utilizzato perché per me significa “Non creo, ricordo”. Non si inventa più nulla, però si possono mischiare le idee che si hanno dentro in maniera personale. Gli ingredienti già esistono, ma le ricette sono infinite…

Come è nato il singolo Madrenatura? 

Talvolta scrivo di getto, talvolta parto da una frase/concetto e ci lavoro per più tempo. In questo caso è stato praticamente un flusso di coscienza, partito da un litigio con mia madre e arrivato ben oltre, in una botta di esistenzialismo. 

Nella tua musica si sente l’influenza della vecchia scuola dell’indie rock italiano dei primi 2000. Quanto ci stiamo sbagliando? Sbagliando o meno quali sono gli artisti che hanno influenzato maggiormente il tuo songwriting?

Di certo il mio gusto musicale si è formato in quegli anni e ci sono molte influenze dell’epoca, anzi, forse di un pelo prima. Specialmente gli Scisma (e Paolo Benvegnù solista), i Bluvertigo, gli Afterhours, i Soerba di Luca Urbani o i La Sintesi. Un posto particolare ce l’ha il disco “La Descrizione di un Attimo” dei Tiromancino, prodotto magnificamente da Riccardo Sinigallia. 

Con chi ti piacerebbe di più collaborare tra questi artisti e perché?

Adorerei avere a che fare con chiunque dei suddetti, ma se devo sceglierne uno direi proprio l’ultimo, Riccardo Sinigallia. Credo sia uno dei più geniali produttori nostrani e un cantautore pazzesco.

Immagino che non veda l’ora di tornare su un palco, ma prima del concerto cosa farai appena terminata l’emergenza Covid?

Al momento sto provando con la band. Nonostante io sia giù sui pezzi nuovi, la prima cosa che voglio fare e organizzare una presentazione postuma del mio primo disco. Non sono mai riuscito a farla da quando è uscito e me lo devo. 

Al grido di “ce la faremo” tutta l’Italia si è unita durante il primo lockdown. Tu che ne pensi? Ce la stiamo facendo? Ci sono speranze per Madrenatura?

In termini di Covid e quel che ha significato concretamente sono ottimista. Ci vorrà del tempo ma tutto sarà superato un poco alla volta. Resto piuttosto pessimista sul fronte umano. Questo periodo ci ha mostrato ancora che nella crisi l’umanità tende più a dividersi che a unirsi…