Napoleone ci racconta il mare in tempesta di una “Povera Femmina”

Napoleone ci racconta il mare in tempesta di una “Povera Femmina”

20 Gennaio 2021 0 Di Federico Clemente

Si chiama Povera Femmina, è il terzo singolo di Napoleone e ti mette a tu per tu con il mare in tempesta. È così che il cantautore (all’anagrafe Davide Napoleone) immagina e dipinge Lucia, prima figura femminile delineata e cantata dalla sua penna. Il ritratto è quello di una donna buona, paziente, delusa, con l’anima in tempesta e gli occhi scuri come il mare di notte, lo stesso a cui è affezionata, a nascondere il suo essere inquieta. Del resto, come cantava anche Pino Daniele, “chi tene ‘o mare porta ‘na croce” e quella di Lucia è di essere “povera”. Povera di professione. O almeno così era scritto sul suo certificato di morte, trovato casualmente tra i documenti legati alla storia di Vito Manzo, il falegname-cantautore, realmente esistito, protagonista della narrazione di Napoleone già a partire dai primi due singoli. L’inaspettato ritrovamento ispira questo terzo, importante tassello, che arricchisce il puzzle di una componente intima e preziosa scaturita proprio dalla scoperta di Lucia, che di Vito è la sorella, raccontata nel brano attraverso gli occhi pieni d’amore del fratello lontano e la premurosa ma consapevole fantasia di Davide.

«Ho subito immaginato un mare di notte e agitato a fare da sfondo a questa storia» spiega l’artista, che è riuscito a rendere l’elemento al contempo cornice e metafora della storia di Lucia, del legame fraterno con Vito e di quello invisibile e viscerale tra chi è nato vicino al mare e il mare stesso. Queste associazioni immaginifiche trovano una trasposizione perfetta anche nelle sonorità del brano – affidate ancora una volta a Paolo Caruccio (Fractae) – che sembrano dar voce e forma all’incedere instancabile delle onde e alla malinconia dei ricordi salati che portano con sé.