Intervista a Il Triangolo

Intervista a Il Triangolo

15 Dicembre 2020 0 Di ilfaroindie

Il Triangolo è un gruppo formato da Marco Ulcigrai e Thomas Paganini, due ragazzi della provincia di Varese trasferitisi a Milano da diverso tempo. Sono presenti sulla scena musicale indipendente dal 2011 e il 27 novembre hanno fatto uscire Messico, il terzo estratto da Faccio un cinema, album pubblicato all’inizio del 2020. Abbiamo chiacchierato con loro per scoprire qualcosa di più sul loro conto, enjoy!

 

Il 17 gennaio scorso è uscito Faccio un cinema, vostro terzo album. Tra le novità c’è sicuramente la collaborazione con Giacomo Carlone e Riccardo Montanari, com’è nata?

Noi e Riccardo ci conosciamo da anni, perchè siamo entrambi della provincia di Varese e per anni abbiamo suonato negli stessi locali. Ci piaceva il sound del disco dei Belize – la sua band-, così abbiamo chiesto anche a Giacomo, che si era occupato delle registrazioni, di unirsi al team.

 

In Messico, terzo estratto dall’album, i protagonisti si ritrovano a ricercare disperatamente una tranquillità introvabile. A questo proposito, cos’è per voi la tranquillità?

Nel caso di Messico, si tratta della stabilità legata alla vita di coppia e al parallelismo tra le avventure selvagge della canzone e i piccoli ostacoli di tutti i giorni. Se devo parlarne in senso lato, allora direi che per me la tranquillità è poter guardare al domani sempre con una buona dose di incognite (troppa sicurezza mi metterebbe ansia), ma allo stesso tempo senza preoccupazioni e con la voglia di scoprire ciò che ancora non so.

 

Il periodo che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova il mondo dello spettacolo, e non solo. Credete che il mondo della musica si stia rinnovando?

Penso che il mondo della musica si debba rinnovare, soprattutto a livello di mercato. La bolla creata dal monopolio Spotify sta appiattendo tutto e questo deve essere fermato. È assurdo pensare che non possa esistere musica al di fuori di Spotify e questa situazione è accentuata dal fatto che non si può suonare dal vivo, quindi anche l’unico altro canale rimanente è bloccato.

 

Il vostro sound è in continua evoluzione, in stretta connessione con ciò che ascoltate. Quali artisti sentite che abbiano influenza su di voi in questo periodo?

Per quanto riguarda il disco, la reference principale è stato l’ultimo album dei Vampire Weekends – Father of the Bride. Abbiamo ascoltato parecchio anche i Parcels, soprattutto per le batterie. Adesso ci stiamo ri-appassionando al post-rock e al post-punk, che in UK sta tornando prepotentemente con tanti nuovi nomi interessanti quali Fontaines d.c, Murder Capital, Viagra Boys ecc.
Chissà magari nel prossimo disco torneremo a essere più punk.

 

In attesa di nuove esperienze live, tuffiamoci un po’ nel passato. Qual è il ricordo più bello, o semplicemente più emblematico, di un vostro concerto?

Uno dei ricordi più belli rimane il MIAMI del 2014 (o 2015?). Eravamo penultimi a suonare sul palco della Collinetta e ricordo il parterre gremito di persone. Uno dei nostri migliori concerti di sempre.

 

Se poteste dare una dritta a Il Triangolo del 2011, quale potrebbe essere?

Probabilmente dovrei scrivere un libro di cento pagine pieno di dritte e consegnarlo al Triangolo del 2011.