Accendi l’Autoradio, c’è Charlie Fuzz!

Accendi l’Autoradio, c’è Charlie Fuzz!

12 Dicembre 2020 0 Di ilfaroindie

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo Autoradioabbiamo fatto quattro chiacchiere con Charlie Fuzz.

Come nasce il pezzo?
Autoradio è nato a seguito di un’esperienza negativa avuta in uno studio di registrazione dove stavo incidendo una canzone per la colonna sonora di un film. L’ esperienza non è andata a buon fine e mi sono sentito incompreso, poco apprezzato da chi era in studio con me. Ho pensato che da questo episodio sarebbe potuto nascere un pezzo nervoso e movimentato. Così è venuta fuori Autoradio.

Autoradio ha un sound che richiama diversi generi. Ci racconti l’evoluzione del brano?
Fa il pieno di tutti i generi che ho ascoltato durante il periodo in cui l’ho scritta: Battisti degli anni ’70, Enzo Carella, Leo Pari di Spazio e i suoni sintetici degli anni ’80. È un brano diverso rispetto agli altri, anche se non si discosta troppo dalle mie produzioni passate. È solo una piccola virata verso nuovi mondi inesplorati.

Nasce prima il testo o la musica dei tuoi pezzi?
Solitamente mi viene in mente prima la melodia. Magari sono ispirato da qualcosa che mi è successo nella vita di tutti i giorni (come in questo caso) oppure può capitare che mi sveglio con un motivo musicale in testa. Lo registro sullo smartphone per non dimenticarlo, lo sviluppo con la chitarra e da lì lavoro sul testo.

Cosa pensi del panorama musicale attuale?
Sono sempre curioso delle novità musicali. Prediligo i cantautori meno “banali” come Marco Castello, Andrea Laszlo De Simone, Lucio Corsi e La Comitiva, che ho scoperto di recente.

Prima del tuo progetto solista sei stato membro di band. Quali sono i pro e i contro e cosa ti ha spinto verso una carriera solista?
Avere una band ti porta a condividere tutto: gioie e dolori. Con le band in cui ho suonato (Me for rent prima e At the Weekends poi) ho vissuto momenti ed esperienze uniche. Si sa, però, che mettere d’accordo più teste all’interno dello stesso gruppo è una cosa difficile, se non impossibile. Questo è stato uno dei motivi principali per cui ho scelto la carriera solista, avendo quindi “l’indi(e)pendenza” di poter scegliere quello che più mi piace fare. Fondamentalmente era giusto così, era giunto il tempo di intraprendere un mio percorso.

Progetti futuri?
Dei concerti sicuramente, appena questa pandemia sarà finita, un album e tornare a viaggiare per tornare alla vita pre-Covid.