“Non è una canzone” è una linea di confine tra la musica di Golconda e le opere di Magritte

“Non è una canzone” è una linea di confine tra la musica di Golconda e le opere di Magritte

9 Dicembre 2020 0 Di ilfaroindie

Tra surrealismo, musica, pittura e parole abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Francesco Turco, in arte Golconda, in occasione dell’uscita del suo secondo singolo ”Non è una canzone”.

 

Ciao Francesco, come stai? domanda a bruciapelo, come mai il nome d’arte Golconda? 

Bene, grazie! Allora… Golconda è il nome del quadro con gli uomini che piovono di Magritte: è il nome di un’antica città indiana avvolta nel mistero e diventata leggendaria per i suoi famosi diamanti, che nell’antichità erano davvero conosciuti in tutto il mondo.

Mi piace questa aurea un po’ mistica ed enigmatica che evoca, e mi piace tantissimo Magritte e il surrealismo… ecco perché l’ho scelto come nome!

 Il tuo secondo singolo è fuori qualche settimana e hai da pochissimo pubblicato il videoclip, come sta andando?

Direi benone, ho avuto ottimi riscontri e ne sono contento… e mi concentro sul futuro, sulle prossime uscite e sulla preparazione dei nuovi live, per quando si potrà tornare di nuovo sul palco.

Dopo “Il mondo di Ambra” torni con “Non è una canzone” un titolo che appunto ci ha ricordato la famosa opera di Magritte “La Trahison des images” con la celebre frase “Ceci n’est pas une pipe” (questa non è una pipa) è un caso o ti ci sei ispirato?

Eccolo di nuovo, Magritte! Eppure, a dir la verità, è una felice coincidenza che ho notato io stesso solo dopo aver scelto il titolo, ed è assolutamente azzeccata… “Non è una canzone, ma parole in successione, accompagnate per sentirsi meno sole”, perché tutto si sfalda, e quindi la canzone si sfalda nelle sue componenti, la voce e la musica… non è più un intero. E’ una canzone nostalgica, ma in qualche modo positiva… la vita è strana ma bella: si potrebbe sintetizzare così!

“Non è una canzone ma parole in successione”. In questo brano usi le parole con molta cura incastrando ogni rima, ogni similitudine e ogni verso in maniera molto elaborata. È sicuramente un testo molto ricco, quanto è importante il testo nelle canzoni di Golconda? 

Il testo per me è fondamentale, ho imparato a scrivere prima che a cantare. 

Ho iniziato scrivendo canzoni alternative rap e dunque ho imparato a scegliere, a incastrare le parole in metrica, valorizzarle nel significato ma anche nel ritmo e nel suono. Spessissimo parto da un’idea “forte” per i miei brani, un concetto, qualcosa che tengo in mente nella scrittura e nella composizione. Oggi raramente si fa così, e spesso si dicono sempre le stesse cose nelle canzoni, negli stessi modi… io con la musica vorrei fare qualcosa di diverso, recuperare la bellezza di un testo pensato, elaborato, originale. E per fortuna non sono il solo in questo tentativo, ma con tanti altri artisti sulla scena… penso a Jacopo Incani (Iosonouncane), Brunori Sas, Andrea Laszlo De Simone, La Rappresentante di Lista, gli Eugenio in Via di Gioia, tra i primi che mi vengono in mente!

Sei alla seconda collaborazione sotto etichetta. È previsto un album nel prossimo futuro? 

Nel futuro sicuramente, mi piace molto l’idea di qualcosa di più strutturato come un album… prima di tutto però, posso anticipare che arriverà un altro singolo, e sarà un po’ diverso dai primi due… non vedo l’ora di farvelo sentire!

Ne “il mondo come io lo vedo” di Albert Einstein del 1934 c’è una frase con cui descrive la creatività in tempi di crisi che è la seguente: “La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura”.

Visti i tempi che corrono pensi che ascolteremo tanta buona musica nell’era successiva al Covid19? 

E’ una bellissima frase quella di Einstein, anche io penso che la creatività sia una risorsa dal valore inestimabile… permette di “far qualcosa” dell’angoscia, darle un contorno, interrogarla, cercarle un senso… e metterlo al servizio degli altri. 

Per il resto, non so se ascolteremo buona musica nei tempi che verranno, ma sicuramente me lo auguro!

7) Per concludere, pensi che quest’incertezza dettata dal momento storico che stiamo vivendo influenzerà la tua musica? 

L’incertezza di questi tempi ha avuto un impatto profondo sulla nostra quotidianità, intaccando aspettative e desideri, sollecitando paure e riflessioni… è certamente possibile che tutto questo entrerà anche nella mia musica, più o meno direttamente.

8) Grazie per il tempo dedicatoci e buona fortuna per tutto Francesco. 

Grazie a voi del Faro per la bella intervista, alla prossima!