Le Lische tornano con Spacco il mondo – Intervista

Le Lische tornano con Spacco il mondo – Intervista

8 Dicembre 2020 0 Di Alessandro Cirone

Le Lische tornano con un brano nuovo “Spacco il mondo”, un richiamo ai giovani ad aprire gli occhi, svegliarsi e se ciò non dovesse bastare, ribellarsi.

Per capire fino in fondo il loro appello, abbiamo fatto una chiacchierata con la band.

 

Ciao ragazzi, prima domanda che può sembrare scontata e che vi avranno fatto mille volte ma… il vostro nome ci incuriosisce molto. Ci raccontate da dove nasce?

Le Lische sono tutto ciò che rimane di un pesce, sono la sua spina dorsale, l’unico ricordo presente e concreto. Noi vogliamo provare ad essere quel ricordo concreto, ma che si presenti sotto forma di musica; riscoprendo qualcosa che è stato e che ora non è più.  

 

Il vostro sound è davvero particolare, ci riporta indietro di qualche decennio ma allo stesso tempo è molto fresco ed attuale. Quali sono i vostri punti di riferimento musicali e qual è il percorso che vi ha portato verso queste sonorità?

Il percorso è la contaminazione da tutta la musica mondiale. Oggi giorno è necessario (soprattutto per una band, ma non solo) essere aperti a qualsiasi suggestione sonora per riportarla nuova, riarrangiandola, mettendoci dentro quel che invece è nostro. Così a nostra volta possiamo contaminare anche noi, come un virus 🙂

 

Spacco il mondo è il terzo singolo pubblicato in un anno, un risultato niente male. Ultimamente si tende a pubblicare diversi singoli in un tempo relativamente breve piuttosto che uscire con EP o album; una scelta spesso legata ad una strategia promozionale quasi imposta da un nuovo modo di fruire musica. 

Nel vostro ultimo lavoro parlate di mondo che non progredisce, di un appiattimento della sensibilità dovuta anche alla velocità di consumo dell’arte. Vi riferite anche al mondo della musica?

Purtroppo il riferimento è comune a quasi tutte le forme d’arte, ed è sicuramente legato anche alla facilità di trasformazione di un elaborato artistico (o opera d’arte) in prodotto artistico. Negli anni 20 del ‘900 non era tutto un prodotto artistico, oggi si! E se anche l’arte ha perso la sua funzione diventando commercializzata, “siamo vivi solo per metà”, perché l’uomo si nutre d’arte. 

 

E come pensate si evolverà nei prossimi anni?

Le condizioni per uscire discograficamente hanno perso una regola con l’affermarsi delle case indipendenti, che hanno volontariamente scardinato i ritmi del mercato. L’unica soluzione è l’invenzione di nuove piattaforme o nuovi generi musicali che creino più ascoltatori, che interessino la gente secondo una formula nuova. Così ci sarà spazio per tutti. Se non succederà tutti continueranno a far uscire canzoni sempre nuove ma sempre uguali, e non voglio pensare o dire cosa potrebbe accadere… 

 

Quanto vi manca il palco?

Ci manca quanto respirare senza mascherina.

 

Cosa possiamo aspettarci da voi per il 2021?

Un EP? Qualcosa di più? Qualcosa di meno?

Grazie il Faro che essendo vicino al mare è molto caro alle Lische dei Pesci.

 

Grazie ragazzi, speriamo di potervi vedere presto su un palco.