A chi crede nella musica live non restano che i concerti in chiesa!

A chi crede nella musica live non restano che i concerti in chiesa!

8 Dicembre 2020 0 Di Federico Clemente

Qualche settimana fa, mi sono imbattuto in una foto su Instagram pubblicata da Onstage, nota webzine musicale. Su sfondo nero si stagliava, ripetuta come fosse una sorta di ennesima punizione affibbiata a Bart nella sigla dei Simpson, la scritta “NON CI MANCANO I CONCERTI”. Una sottintesa negazione della negazione per affermare ancora una volta, nella sua disarmante semplicità, una verità che ormai non sappiamo più come manifestare. Se n’è discusso in lungo e in largo. Motivo per cui non starò qui a ripetere quanto mi e ci manchi la musica dal vivo, né a sollevare l’ennesima questione su quanto sia ingiusto privarci di qualcosa che avevamo dimostrato di poterci meritare, grazie alla cura di chi era riuscito a garantire che i concerti, non senza sacrifici, si svolgessero in totale sicurezza. Sarà che la timida ripresa estiva ci aveva fatto sperare di non dover rinunciare nuovamente a ciò che sostenta, economicamente ed emotivamente, locali, interpreti, lavoratori e semplici fruitori del mondo della musica. Mettiamoci pure che non sappiamo quando finirà ed ecco che oggi, lontani da palchi e parterre, soffriamo ancor di più il lockdown musicale in cui viviamo, in attesa di tempi migliori.

In questo silenzio assordante, in questo orizzonte pixelato di live streaming, spicca l’iniziativa di Gianluca De Rubertis, ex metà de Il Genio, oggi consegnatosi ad uno slancio solista al gusto di pop d’autore. Il cantautore pugliese ha mantenuto la sua promessa, lanciata sui social e raccontata in un’intervista a Byoblu, di trovare una chiesa dove esibirsi live. Un’iniziativa al limite della provocazione che, in fondo, tanto sbagliata non è e potrebbe aprire uno squarcio nell’attuale panorama musicale pandemico. Il ragionamento fila: la chiesa è uno dei pochi luoghi rimasti dove poter fare assemblea e di fronte alla necessità di trovare degli spazi in cui il governo permetta di riunirsi, seppur con tutte le accortezze del caso, si erge ad ultimo baluardo dell’espressione condivisa di una fede. Così mercoledì 9 dicembre, nella chiesa di San Vittore e 40 martiri a Corvetto (Milano), ci si riunirà per un concerto. Ingresso contingentato, mascherine obbligatorie e distanziamento, com’è giusto che sia. Al tempo stesso, un live in carne ed ossa, a cui assistere di persona, anche questo com’è giusto che sia. Del resto, noi che crediamo e ci nutriamo di musica non possiamo definirci fedeli?