Riccardo Inge – Mose: tra ingegneria e bisogno d’amore

Riccardo Inge – Mose: tra ingegneria e bisogno d’amore

2 Dicembre 2020 0 Di ilfaroindie

“Riccardo Inge è un ingegnere. Forse un cantautore. Forse entrambi.”  

Così risponde solitamente Riccardo alla domanda: chi è Riccardo Inge?

Quindi dopo la recente pubblicazione di Mose dello scorso 20 novembre abbiamo voluto fare quattro chiacchiere con lui per scoprire di più sulla sua musica, sul suo progetto e perché no, anche sul Mose…

 

 

Ciao Riccardo, grazie per essere qui con noi a parlare del tuo nuovo singolo. Come sta andando? 

È un vero piacere. La canzone è stata accolta molto bene sia per gli streaming (siamo già oltre 10k in una settimana su Spotify) sia per i commenti ricevuti. È una canzone che racconta qualcosa di molto personale pur usando dei riferimenti molto comuni e attuali come il Black Friday o Youtube. Cerco di raccontare la mia vita non perché mi senta più speciale di altri, ma proprio perché le cose che vivo non sono così diverse da quelle vissute da tante altre persone simili a me.

Abbiamo letto un po’ ovunque in questi giorni che sei anche un ingegnere, per hobby o di mestiere? 

Mi piacerebbe dire che faccio l’ingegnere per hobby e per mestiere il cantautore. In realtà allo stato attuale è più l’opposto anche se tratto la musica con la stessa professionalità, passione e impegno che ci metto lato ingegnere.

Sono alla ricerca di un equilibrio tra la mia parte più razionale e quella più artistica. Uno scontro che mi perseguita da una vita.

Un parere da ingegnere per rompere il ghiaccio “Affonderò come Venezia’’ ma Venezia affonderà o sto Mose funziona? 

Oddio spero non affondi per davvero. Per la bellezza di Venezia e per le persone che ci vivono. 

Diciamo che è un impianto che è stato attivato per la prima volta qualche settimana fa dopo vent’anni e giusto alcuni milioni di Euro finiti chissà dove. Tutti ad urlare al miracolo.

Purtroppo si tratta di un’opera che, seppur eccezionale, penso non risolva i problemi di Venezia (si può attivare solo in sporadiche situazioni), crea diversi altri problemi di contorno (blocca il porto e il traffico merci) e ha costi di manutenzione pazzeschi (migliaia di Euro per attivazione – a carico di?).

Devo dire che in tanti mi hanno chiesto come mai ce l’avessi proprio con il Mose. Ma in questa canzone il Mose è il punto di arrivo, non l’inizio.

Ovviamente abbiamo scherzato sulla questione del Mose ma il senso della canzone è tutt’altro che legato all’ ingegneria; ce ne puoi parlare? 

Ho scritto questo brano un anno fa con la voglia di condividere un momento difficile della mia vita in cui stavo perdendo il contatto con la realtà e con le persone che mi volevano bene pur di inseguire un sogno che avevo in testa (e che era ormai diventato un incubo).

‘Affondare’ è un verbo che rappresenta bene quello stato d’animo. Non riuscire a rimanere a galla e sentirsi sprofondare, un po’ come stava accadendo a Venezia giusto un anno fa alle prese con un’acqua alta record e il Mose ancora non attivo.

Proprio il Mose, il sistema che doveva essere la soluzione a tutti i problemi era bloccata. E quest’anno che è entrata in funzione si porta comunque dietro una scia di n-mila problemi non risolti. Un’opera contraddittoria con cui trovo delle affinità con l’essere umano: così incredibili e complessi e così incompleti e problematici.

 “Ho bisogno d’amore, ho bisogno di te”. Se non siamo troppo indiscreti, è una richiesta d’amore generica o è indirizzata a qualcuno in particolare? 

È un urlo disperato di speranza verso la persona che mi è rimasta vicino, nonostante tutto il vuoto che stavo cercando di crearmi.

“Il mio petto, un cuscino fatto a forma di te” è un’altra frase che racconta bene le serate sul divano abbracciati davanti alla TV. Una cosa semplice, ma che non ha prezzo.

Siamo stati particolarmente rapiti dal sound. Parlaci un po’ della produzione di Mose.

Il pezzo è stato prodotto dal mitico Simone Sproccati, una delle poche persone che ha capito cosa mi piace. O forse siamo semplicemente allineati su cosa vediamo in questo progetto. Raramente ci siamo trovati in disaccordo sull’arrangiamento di un brano.

L’idea è di lasciare spazio alla musica senza costruzioni esagerate. Musica vera e suonata dal vivo dai miei musicisti e poi lavorata dalle sapienti mani di Simone con qualche tocco di tastiera e qualche synth. E soprattutto con le chitarre, tanto dimenticate in molte delle produzioni degli ultimi anni. Per me è questo l’Indie-Pop Italiano che oggi voglio rappresentare.

Ultimamente hai pubblicato diversi singoli come “Finale di Champions” e “Fulmicotone”. Hai per caso un album in cantiere? 

Ho pronte diverse canzoni che vorrei raccogliere in un album. Spero di poterlo pubblicare presto, sicuramente nel 2021, confidando nella fine di questa pandemia che ha bloccato tutto il mondo della musica e non solo.

Vorrei pubblicare l’album nel momento in cui ci sarà la possibilità di tornare a suonare dal vivo. Ho già una mezza idea del titolo e delle canzoni da inserire. Davvero non vedo l’ora di poter iniziare a lavorarci.

Hai sempre avuto una fitta attività live, qualche idea sull’evoluzione dei concerti nell’era post Covid19? 

Questa è la domanda che mi sta richiedendo più tempo per rispondere. C’è veramente tanta incertezza in questo momento, soprattutto a seguito della seconda ondata.

Fermarsi a Marzo e nei mesi successivi è stato un trauma, ma fin da quando è stato possibile (tra Luglio e Settembre) ho ripreso a suonare dal vivo in piccole situazioni e con tutti i limiti del caso. Avevo già date fino a fine anno. Questo nuovo blocco ha veramente tagliato le gambe a tutti definitivamente. Anche perché trovare delle date , sia che ci sia un booking dietro sia che tu lo faccia da solo, richiede una quantità di energie incredibili.

In questo periodo normalmente si inizia a pensare alla prossima Estate con tutti i festival più importanti: ma come fai anche solo a metterti a organizzare? Speriamo che la situazione cambi al più presto e che si possa tornare a una forma di normalità a partire dai prossimi mesi.

Da parte mia posso dire che con la mia band stiamo continuando a lavorare per farci trovare pronti quando si potrà tornare a suonare. E state certi che quando ci sarà la possibilità noi ci saremo perché ci manca troppo il palco.

Grazie mille Riccardo per essere stato con noi e in bocca al lupo per tutto.

Grazie a voi per l’intervista e un grande abbraccio a tutti i lettori!