Il Faro Indie intervista Caravaggio

Il Faro Indie intervista Caravaggio

2 Settembre 2020 0 Di Nico Baragliu

Dopo l’ uscita del suo singolo Petrolini 2020, abbiamo voluto scambiare due chiacchiere con l’ eclettico Andrea in arte Caravaggio, cantautore di Latina che ci ha parlato del singolo, delle sue concezioni musicali e di quello che gli riserverà il futuro.

Ecco cosa ci siamo detti.

 

Ciao Andrea, come andiamo?

Ciao Nico tutto bene, è un vero piacere essere qui a fare due chiacchiere con te

 

Domanda di rito per rompere subito il ghiaccio: perché proprio Caravaggio?

Qualche anno fa mi trovavo in un periodo particolare della mia vita artistica, chiamiamolo “di rinascita”, e una notte mi apparve in sogno il grande pittore. Lui mi chiese con voce tonante di proseguire a creare arte sulla base della verità e dell’innovazione e di farlo usando il suo nome. Ovviamente non potei far altro che accettare ed esserne onorato.

 

Il 29 Giugno è uscito Petrolini 2020, ci racconti come è nata l’idea di omaggiare un personaggio così eclettico come Petrolini?

Mi fece scoprire questo genio meraviglioso e dimenticato un mio carissimo amico attore, Enoch Marrella, che poi avrebbe anche scritto ed interpretato il videoclip del pezzo. Durante il periodo di lock down mi fece ascoltare la canzone “Fortunello” di Petrolini e rimasi completamente affascinato dai virtuosismi vocali e dalla modernità dei testi, praticamente un progenitore del rap. Pensai immediatamente che con una base dal sound fresco e attualizzando qualche parola sarebbe uscita fuori una bomba e dopo qualche settimana nacque il brano!

In Petrolini 2020 possiamo riscontrare tanti stili diversi  che variano dall’ elettronica al techno pop e non mancano nemmeno riferimenti alla trap. Ci puoi dire quali sono le tue influenze musicali e se hai qualche artista di riferimento?

Nella mia testa c’è un caleidoscopio di stili musicali che si intersecano fra loro. Mi sono fatto le ossa in una rock band per quasi tutti gli anni 2000, poi l’incontro con un nuovo produttore mi ha fatto virare verso un sound più pop e negli ultimi anni infine mi sono innamorato letteralmente dell’elettronica. Mi piacciono molte cose che provengono dal territorio trap e dal nuovo cantautorato indie, apprezzo il lavoro di Cosmo, di Achille Lauro, del mio compaesano Calcutta. In questo preciso istante sto ascoltando un live di Apparat e in auto posso passare dalla classica alla techno senza molti problemi.

 

Per questo singolo e il videoclip annesso ti sei avvalso della collaborazione dell’ attore Enoch Marrella. Come è nata questa idea?

Enoch come ti dicevo è stato parte integrante del progetto fin da subito. Un giorno lo invitai a casa mia e gli dissi: “ho realizzato il brano e vorrei che cantassi una strofa anche tu”. La incidemmo e in pochi minuti il brano era finito. Rimaneva l’incognita del videoclip e gli dissi: “mi farebbe piacere che del video te ne occupassi completamente tu”. Enoch scrisse il soggetto in pochi giorni e lo interpretò magistralmente! Uno splendido esempio di fusione fra diverse forme d’arte.

Per dieci anni sei stato frontman di una band underground, i Godiva, mentre ora stai tentando la carriera da solista. Cosa ti manca della tua esperienza in una band e cosa invece hai scoperto o riscoperto nella tua recente dimensione solista?

La band è come una tribù, nel tempo diventa una famiglia e come in una famiglia puoi trovare in lei protezione e supporto. Ad un certo punto del mio percorso ho però sentito la necessità di sperimentare, di battere nuovi territori ed ho scelto di proseguire da solo. È stato fisiologico, la cosa giusta da fare, oggi godo di una serenità e di una libertà di espressione che prima non conoscevo.

 

Sei anche produttore delle tue canzoni, lo si evince in primis dal fatto che Petrolini 2020 sia stato prodotto e arrangiato da te in persona.
Trovi che questa scelta possa rappresentare un vantaggio in termini qualitativi in un’epoca dominata dalle ricche case discografiche che fin troppo spesso non puntano alla qualità del prodotto?

Questa mia condizione di totale indipendenza è stata imposta dalla necessità di imparare a fare tutto da solo data l’assenza di una struttura di supporto. Se affermassi che non mi piacerebbe avere a che fare con una ricca casa discografica probabilmente mentirei. Possiamo dire invece che di una necessità ne ho fatto virtù.


Quali sono i tuoi progetti immediatamente futuri? Hai un album in cantiere?

Ho in progetto l’uscita di un nuovo singolo e di un videoclip per l’autunno prossimo, in seguito mi piacerebbe riunire tutti questi brani in un unico disco con all’interno degli inediti. Si vedrà!

 

Come si vedono Andrea Gregori e Caravaggio tra un anno?

Andrea e Caravaggio camminano fianco a fianco e da molto tempo sono abituati a non porsi troppe domande riguardo al passato e al futuro, scelgono di vivere intensamente nell’unico istante esistente, il qui e l’ora.

 

Ciao Andrea, buona fortuna per tutto!

Ciao Nico e grazie infinite

 

Intervista a cura di Nico Baragliu