Intervista ai SalaMantra

Intervista ai SalaMantra

15 Maggio 2020 0 Di ilfaroindie

Tommaso e Giulio sono i SalaMantra, un duo giovanissimo che collega Brescia e Bologna. I loro due singoli usciti nei primi mesi del 2020 – con l’etichetta indipendente Grooviglio – ci sono piaciuti un sacco.

Durante il periodo di quarantena sono rimasti vicini al loro pubblico rilasciando delle tracce su soundcloud, noi oggi vogliamo vogliamo farveli conoscere un po’ meglio facendo quattro chiacchiere con loro!


Ciao ragazzi, grazie di essere qui con noi! Partiamo dall’inizio, come vi siete conosciuti e quando avete iniziato a fare musica insieme? C’è una storia dietro al nome d’arte SalaMantra?
Ci siamo conosciuti sulle scale del Teatro Grande di Brescia nel 2015 mentre si cazzeggiava. Il nome è nato dopo i primi pezzi, dopo una marcissima idea di chiamarci 30pesos abbiamo trovato il nome SalaMantra e ha superato la prova del tempo.

 

Per anni avete fatto musica per strada fra Brescia e Bologna. In che modo questa esperienza ha influito nella vostra formazione e nel vostro percorso artistico?
Essere partiti dalle strade di Brescia e Bolo è stata la prima palestra per affrontare i primi piccoli palchi nei locali di amici, con la giusta connessione e fiducia in noi. Mantenere questo spirito è il nostro obbiettivo, le suonate nelle piazze sono ancora quelle che ci piacciono di più, i palchi veri devono essere l’evoluzione naturale dei palchi in strada.

 

Il vostro primo EP “SalaMantra” è andato forte, ma con i singoli usciti fino ad ora sembrate aver alzato ancora l’asticella. Dove volete portare i fan con la vostra musica con questo secondo lavoro?
Siamo contenti dei nuovi pezzi perché li riteniamo un’evoluzione a livello di impatto rispetto a quelli del vecchio album. L’anima è la stessa ma grazie all’esperienza di questi anni siamo riusciti a curare più nel dettaglio produzione, arrangiamento e resa generale, poi ecco per la prima volta non ci siamo fatti il mix in casa.

Durante la quarantena avete cominciato a pubblicare alcuni brani su soundcloud. Qual è il potenziale che vedete in questa piattaforma? Si può dire che per chi fa musica sperimentale come voi e tende a integrare spunti fra diversi generi, sia stato un portale utile a scardinare alcune barriere della contaminazione?
Soundcloud per noi è libertà di sperimentare. Siamo super fan di chi con questo spirito ha portato novità dall’underground arrivando al mainstream. È quella libertà di scrivere un pezzo in un’ora e pubblicarlo l’ora dopo con tutta la fotta del momento senza troppe pare sul “come suona”, le playlist, gli streams e i cazzi vari.

Fra i vostri brani usciti fino ad ora, ce n’è uno a cui siete particolarmente legati o cela dietro di sé una storia particolare che vi va di raccontarci?
Ci viene in mente “Non si respira” perché è il primo del nuovo album e con le foto delle mascherine abbiamo anticipato un trend ahahaha. In realtà le storie toste da raccontare su alcuni pezzi che devono ancora uscire, ci siamo quasi.

 

Come vi state rapportando a questo periodo di lockdown? Avete trovato il tempo per coltivare una passione o un interesse per il cui di solito non avete tempo a sufficienza?
Io (Giulio) sto riscoprendo i videogiochi. Se giocate a Warzone, su Psn cercatemi sotto “ivantritaossa” (l’account è di un amico). Io (Tom) ho ripreso a studiare la giocoleria.

 

Quali sono i punti forti e i punti deboli del panorama musicale italiano attuale secondo voi?
Partendo dai punti deboli: non sopportiamo la musica italiana troppo melensa, il dover sempre etichettare ogni cosa, il seguire a tutti i costi la tendenza perché puoi fare più stream; questo limita troppo la creatività personale; poi mettiamoci il fatto che è molto difficile poter vivere di musica oggi rimanendo indipendenti senza aver sbancato. Come lato positivo vediamo che l’Italia si sta svecchiando sempre di più accogliendo un suono più internazionale, prendendo spunti in modo più veloce, accorciando così il divario con altri Paesi che è sempre stato enorme.

 

Avete dei consigli per l’ascoltatore medio di musica oggi, spesso uniformato all’ascolto da playlist sempre più ‘chiuse’? Come si può invogliare il pubblico a fare più ricerca musicale anche solo da fruitore e non da musicista?
Cercare di restare sempre recettivi, non fermarsi ai numeri o alle proposte del mercato è la prima cosa che ci viene in mente. Scavare a fondo ci ha stupito e ci stupisce ancora. Inoltre siamo ancora ascoltatori di album e cerchiamo di non fermarci ai singoli, solo così riusciamo ad avvicinarci il più possibile al viaggio da cui l’artista era partito.

C’è un artista in particolare con cui vi piacerebbe collaborare o una venue in cui vorreste suonare almeno una volta nella vita?
Più che collaborare ad oggi ci piacerebbe di più conoscere qualche personaggio, passandoci una serata a bere o cose così, che poi magari ci stiamo simpatici e succede qualcosa. Ci vengono in mente Caparezza, Crozza, Adriano Celentano, Rkomi, King Krule, Giovanni Mucciaccia, Calcutta e Marracash. Onesti, non abbiamo un posto del cuore in cui ci piacerebbe suonare, va bene tutto basta che ci sia un po’ di presa bene nell’aria.

 

Grazie ancora di essere stati con noi ragazzi, speriamo di vedervi presto da sotto a un palco!
Grazie a voi per lo spazio raga speriamo di vederci sì, che qui scalpitiamo dalla voglia di suonar!