Un viaggio di spirito dentro la Quechia di Maru – intervista

Un viaggio di spirito dentro la Quechia di Maru – intervista

9 Aprile 2020 0 Di Antea Zavaglio

E’ uscito lo scorso 24 Marzo a pochi giorni dall’equinozio di Primavera, il nuovo singolo di Maru: QUECHUA , una track che infonde positività, e ci voleva di questi tempi! A noi il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lei, pronti ad entrare in tenda?

 

Ciao! Bentornata Maru! Un anno e mezzo dopo Zero Glitter , Novembre 18 per Bravo Dischi esce QUECHUA raccontaci l’ultimo periodo della tua vita!

L’ultimo periodo della mia vita è stato complesso, diciamo che ho avuto molti dubbi sul continuare a fare musica, Zero Glitter mi ha dato tante soddisfazioni come Ep, tuttavia mi sono un po’ lasciata andare, la comodità della quotidianità mi ha portato a pensare che fosse migliore rispetto, a fare la vita da artista, a suonare ecco, ho lavorato per un anno e mezzo per una catena di abbigliamento, in verità trovandomi anche bene, una volta che acquisisci i ritmi della routine, alla fine ti vedi in un modo differente, io voglio lavorare con la musica, è il mio obiettivo, è il mio percorso sia chiaro, mi è concesso avere dei dubbi ovviamente. Ad un certo punto, anche spinta da chi mi ascolta ho ricominciato a scrivere, dettata anche da una necessità espressiva ed è arrivata QUECHUA, ma soprattutto è tornata la voglia di divertirsi, il pezzo racchiude molta spensieratezza, così come il disco, che a differenza di Zero Glitter che era un disco profondo, talmente profondo che ho avuto il timore che non fosse stato capito come avrei invece voluto. Sono molto affezionata al mio precedente lavoro, ma vorrei prendermi meno sul serio, che non è una cosa negativa, anzi! Quechua è quasi un colpo basso in un periodo di quarantena, parlare di spiaggia, di tende, ecco mi sembra di aver fatto un torto a qualcuno ( Ride ironicamente ) , la verità è che era programmato da tempo, quindi eccolo qui.

Singolo molto da quello a cui finora ci avevi abituati, lo hanno definito Synth Pop , com’è nato? E come mai questa svolta di sonorità?

Onestamente la vedo più come una crescita e meno come un cambiamento, certamente non è solo frutto della mia immaginazione, ci abbiamo lavorato molto anche con Fabio Grande che è il produttore del Disco, ma in particolare di questo singolo. La ricerca si è sviluppata ed orientata verso una sonorità differente da quella che si sente in giro, più Europea ecco, sono finalmente felice di dire che ci stiamo avvicinando al Pop che è quello a cui ambisco, abbandonando gli arrangiamenti con l’ukulele che a lungo andare poteva inserirmi in un ambiente un po’ infantile , un po’ naif invece mi piacerebbe far notare questa mia crescita musicale, io stessa mi sono molto avvicinata alla produzione, sperimentando con tastiere e Synth, affacciandomi alla musica elettronica, volevo che fosse evidente la mia crescita non solo professionale, ma sopratutto personale.

Il disco uscirà a Settembre, c’è già un nome? Raccontaci il contenuto, quante tracce?

Non c’è ancora un nome a dire il vero, ci sono delle idee si, ma sono ancora alla ricerca di un titolo che possa spiegare bene di che cosa parlo, il titolo è tutto non posso sgarrare! Le tracce saranno otto o forse nove, i pezzi erano molti di più, ci siamo messi a tavolino con i produttori Fabio Grande e Pietro Paroletti , abbiamo scelto i pezzi più adatti per far passare il messaggio di ciò che voglio comunicare. Alla fine, si scrive in un periodo della vita, si scrive sul vissuto e l’argomento gira che ti rigira è quello, puoi abbellirlo come vuoi, tuttavia ho trovato il denominatore comune di tutte le tracce dell’album nella voglia di non contenersi più, è stato un anno e mezzo di silenzi in ogni senso, non sentivo la necessità di preparami sull’uscita di un disco e di tutto ciò che ci sta dietro ovviamente, fino a quando sono esplosa! Ho scritto i pezzi tutti in una volta, mentre quelli del disco precedente erano pezzi che avevo in cantiere da anni, questa è stata invece un’esplosione e io non volevo contenermi più!

 

Quindi hai sentito quella che a me piace chiamare Urgenza Espressiva?

Si, assolutamente, decisamente!

 

Cosa ti aspetti da questo singolo? Volevi in qualche modo stupire i tuoi ascoltatori abituali e magari fare breccia su un pubblico, diverso?

Allora, onestamente, con il fatto che voglio prendermi meno sul serio, non c’è qualcosa che mi aspetto in particolare, mi aspetto di divertirmi tanto, di uscire da questa condizione di quarantena, di fare tanti concerti, molti di più di quelli che ho fatto per promuovere Zero Glitter!

 

Sappiamo che sei candidata per il Concertone del 1° Maggio a Roma, come ti senti?

Voglio festeggiare quando sarò tra i primi dieci, ci sono 150 selezionati comunque e mi sembra doveroso tenere un low profile per adesso, se ci arriverò significherà che il mio nome nel panorama emergente ci sarà, sarà presente e questo mi renderà veramente felice! Si farà o non si farà? Io ho voglia di divertirmi, di rimettermi in moto con la band, per un’artista questo è necessario.

 

E’ previsto un tour promozionale?

Si lo prevediamo, lo desideriamo e soprattutto lo desidero io, voglio dire non si può stare dietro ai social, nonostante io mi stia divertendo tantissimo ultimamente sui social però bisogna farsi vedere nella vita reale, ma quando finirà questo periodo succederanno cose veramente molto belle, ricominceranno i festival, forse si ridimensioneranno le situazioni, credo ci sarà un clima positivo non solo per la musica, ma anche politico- sociale, quindi spero cambi qualcosa anche per il mio ambiente, banalmente io vorrei anche far uscire il video di Quechua, che per causa di forza maggiore non è stato possibile girare, ma mi sento creativa, voglio dare nell’occhio quindi aspettatevi sorprese in merito! Voglio comunicare senza strafare, dire le cose importanti e dirle nel modo giusto.

 

Domandone analitico sul testo, Questo Corpo può arrivare dove vuole?

 Voglio dirti di più, le frasi sono una sorta di fotogramma, ognuno ci vede quello che vuole, c’è un pezzo di Zero Glitter a cui sono estremamente legata che è Lunedì è Martina, parla di corpo, in un modo più pesante, nel senso di profondo, in Quechua , questo corpo può arrivare dove vuole, significa avere voglia di esplodere, ma anche di avere la consapevolezza e la proprietà del proprio corpo, uso il mio corpo come voglio, lo rispetto, ma è mio. Posso dire le cose importanti, in un modo più leggero, così chi vuole coglie, chi no può godersi il pezzo serenamente.

 

Maru, ci tiene a ringraziare Bravo Dischi e soprattutto il progetto Sonda di Modena che ha fatto si che tutto questo potesse essere reale, un ringraziamento speciale alla fotografa Martina Loiola e alla Grafica Eleonora Danese per il lavoro che svolgono tutti i giorni. Quechua è un brano da festa, leggero al punto giusto, ci porta con i suoi 3 minuti e 2 secondi a compiere un viaggio verso quello che più desideriamo in questo momento storico, tornare ad essere noi stessi, a divertirci tutti insieme, per questo ed altri mille motivi vi consigliamo l’ascolto di pancia, o di orecchio, purché il volume sia oltre un certo limite!  

 

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