JOE D. PALMA – intervista e nuovo singolo

JOE D. PALMA – intervista e nuovo singolo

30 Marzo 2020 0 Di Mj Steven

Venerdì è uscito ‘Piove fino a Luglio’, nuovo singolo dei Joe D. Palma per Costello’s e Grifo Dischi

Fra le band che ci hanno più di tutte divertito e intrattenuto nell’ultimo periodo ci sono sicuramente i Joe D. Palma, band padovana che porta sul palco una carica e una simpatia fuori dall’ordinario. Li abbiamo intervistati in occasione del loro ultimo singolo uscito settimana scorsa, ecco cosa ci hanno raccontato!

 

Ciao ragazzi, che piacere ritrovarvi! È uscito il vostro nuovo singolo, ‘Piove fino a Luglio’, in cui si riconosce chiaramente la vostra cifra stilistica. Come nasce questo brano?

Ciao ragazzi, è un piacere nostro! Il brano nasce da un pezzo della magnifica libreria del nostro Gomez, aveva un mood che ci piaceva molto, poi Giorgio ha iniziato a cantarci sopra la linea vocale e ci siamo presi super bene. Siamo stati praticamente chiusi in saletta per due settimane per costruirlo, volevamo tirare fuori qualcosa che avesse una sfumatura un po’ diversa rispetto al disco, in questo senso siamo contentissimi del lavoro fatto insieme al grande Pietro Paroletti, che ha curato la produzione alla grande.

 

Questo è il primo singolo uscito per Costello’s e Grifo Dischi, le vostre nuove scuderie! Siamo molto curiosi di vedere cosa avete in serbo per noi! Potete anticiparci qualcosa?

Siamo sinceramente molto curiosi anche noi. No scherzi a parte siamo molto contenti di lavorare con loro, è tutto in divenire perché stiamo scrivendo cose nuove quindi è un periodo di costruzione di quello che verrà, no spoiler. Oggi in realtà non vediamo l’ora di tornare sui palchi appena sarà possibile per suonarvi il disco ancora un po’, torneremo sicuramente dalle vostre parti a farvi sudare ancora.

 

 

Dopo avervi ‘toccato con mano’ a Brilla, possiamo affermare che siete una della band più capaci di caricarci e sbalordirci dal vivo. Come si crea una sinergia del genere sul palco? Come preparate un live e come vi sentite quando siete sopra il palco?

Grazie mille per noi questo è importantissimo, davvero. Noi crediamo sia una cosa abbastanza naturale se hai un certo modo di fare musica, nel senso che poi tutti gli sforzi che noi facciamo per portare avanti il progetto li facciamo per quei 40 minuti in cui possiamo salire sul palco ed esprimerci, quindi diamo semplicemente tutto in qualsiasi situazione perché è sempre una fortuna avere della gente lì che ti ascolta. Poi il Brilla era veramente una situazione fighissima. Per prepararci non facciamo nulla di particolare, per questo tour ci siamo chiusi per qualche settimana in Duchessa, la nostra meravigliosa saletta, poi dal release party di novembre abbiamo avuto la fortuna di suonare quasi tutti i fine settimana e questo è ovviamente il modo migliore per crescere sul palco.

 

 

Voi siete di casa a Padova, anche se ormai siete conosciuti in tutta Italia. Quanto influiscono nella musica le vostre origini? Vi sentite particolarmente legati al vostro territorio?

Dal punto di vista musicale, diciamo pure stilistico, forse neanche tanto perché la cosa più figa di Padova in questo momento è che ci sono un sacco di progetti fighissimi ma ognuno ha veramente la propria cifra stilistica ben definita, ci stimoliamo a vicenda ma non ci sono doppioni diciamo. Poi siamo tutti un enorme famiglia ed è ovvio che siamo super legati al nostro territorio, ci piace l’idea che una città così piccola possa creare una piccola scena che un giorno chissà, magari potrà avere un eco a livello nazionale.

 

C’è una venue in particolare dove vi piacerebbe suonare almeno una volta nella vita?

Proprio perché siamo padovani la risposta a questa domanda è sempre naturalmente Sherwood Festival. Poi sarebbe veramente una figata arrivare a suonare in qualche festival europeo, ovviamente nel palchetto più imbucato alle 3 del pomeriggio sotto il sole con 40 gradi e venti persone davanti.

 

Seppur nelle nicchie c’è sempre qualcosa di interessante che si muove, il panorama musicale italiano mainstream è in apparente fase di stallo. Cosa cambiereste nella musica italiana del 2020 per migliorarla?

Abbiamo fiducia nel fatto che possa essere un buon anno per le nicchie, appunto perché se il cosiddetto mainstream inizia a stufare poi nel ricambio c’è l’opportunità che si inseriscano nuove correnti, e questo è molto interessante. Magari potrebbe suonare un pochino meno italiana, negli ultimi anni c’è stata questa grandissima voglia di riscoprire la scrittura in italiano che ha dato una gande spinta a tutto, ma prendere qualcosa in più dall’estero non sarebbe male.

 

Fra i vostri brani, qual è quello a cui vi sentite più legati, e perché?

È una domanda difficile perchè ognuno dei cinque potrebbe rispondere in maniera diversa, probabilmente non ce n’è uno che mette d’accordo tutti ed è il bello di essere un gruppo. Per restare in tema diciamo Piove fino a Luglio, un po’ perché l’ultima cosa che scrivi è sempre quella che ti convince di più, un po’ perché questo pezzo ci ha messo veramente una gran voglia di sperimentare cose nuove.

 

 

Grazie di essere stati con noi ragazzi! Speriamo di vederci presto a uno vostro live!

Grazie a voi ragazzi è stato un super piacere, ci vediamo sui palchi!