Interno 29: quello che Elena non ha più raccontato a nessuno.

Interno 29: quello che Elena non ha più raccontato a nessuno.

13 Marzo 2020 0 Di ilfaroindie

Interno 29 viene descritto come “un album nato quasi per caso, da parte di chi nel caso non ci ha mai creduto”. Eppure, oggi è un venerdì 13 di un funesto anno bisesto, siamo tutti chiusi dentro ed esce fuori un disco che si chiama Interno. Se non è un caso questo.

Ma a noi, in fondo, va bene così. Le cose accadono e a volte basta prenderle per quello che sono. E l’album d’esordio de LefrasiincompiutediElena è una cosa molto bella. Tutto torna.

Un concept album – oggi specie a rischio estinzione – in cui perdersi e ritrovarsi, nel giro di una quarantina di minuti e 10 brani. Come un materasso in memory, sa prendere la forma di chi ci si stende sopra affinché dentro possa trovarci qualcosa di suo.

Attraverso sonorità pop-rock di stampo anglosassone, racconta Roma guardando Lecce e quel senso di smarrimento post-adolescenziale fatto di Briciole, Lenzuola e Maree. Forse la post-adolescenza è uno stato mentale di cui sappiamo che inizia al termine dell’adolescenza ma non quando finirà. Del resto, tutti portiamo con noi delle frasi incompiute, come Elena, cerchiamo ancora “qualcosa in cui respirarsi” e un rumore in cui farsi portare.

 

Un lavoro romantico e testardo, sporco e ribelle, senza chitarre acustiche e fill di batteria ma con gli occhi sporchi di sabbia, venuto per dirci che tutti siamo in grado di portarci l’estate da casa.

 


a cura di Federico Clemente