Lettera d’amore ai Tonno

Lettera d’amore ai Tonno

13 Marzo 2020 2 Di Mj Steven

Come ho conosciuto la band della vita

Quasi 365 giorni fa conoscevo per la prima volta i Tonno dal vivo, in occasione della primissima serata di Brilla, nonché il loro primo live a Milano. Dopo mesi di conversazioni ambigue sui social, tra disegni lo-fi, citazioni ai Miracle Blade di Chef Tony ed emoji di avocadi e donne incinta, il gruppo toscano avrebbe avuto finalmente un volto.

l’incontro superò ogni aspettativa, sia dal punto di vista umano che da quello musicale: tutta la magia che ci aspettavamo noi e i ragazzi di Indievision furono ampiamente superate. I Tonno potrebbero essere descritti come quattro scappati di casa, con il cuore grande e lo spirito emo.

Tutto il loro immaginario, dal progetto grafico, al modo scanzonato che hanno di comunicare con i fan, lascerebbe intendere che non hanno nulla per cui valga la pena prenderli sul serio. Poi però premi play su uno dei loro brani, o ancora meglio ti trovi sotto al palco a un loro live, e il cuore ti esplode in un turbine di emozioni difficilmente classificabili. Allegria, dolore, nostalgia, energia, euforia, sono solo alcune delle sensazioni che riescono a trasmettere con la loro musica.

Per questo gruppo o è odio o è amore, e guarda caso è quasi sempre la seconda. Mi vengono in mente un sacco di momenti in cui ne parlavo alle persone e ridevano per il loro nome, chi mi chiedeva di toglierli dalla macchina e il giorno dopo cantava le loro canzoni, chi mi guardava titubante e poi se ne innamorava. Non è facile descrivere a parole una sensazione del genere, per me è stato come trovare la band che ho sempre sognato ma che non era ancora mai esistita.

 

Oggi esce ‘Quando ero satanista‘, title track del disco e secondo estratto del loro primo lavoro per Woodworm Label

Sarebbe superfluo raccontarvi come da quell’11 aprile dell’anno scorso il mio cuore si sia legato a questi ragazzi, di come li abbiamo seguiti per mezza Italia, macinando chilometri per sentirli suonare e per passare la serata con loro. Voglio solo dirvi che oggi è uscito il loro nuovo singolo, ‘Quando ero satanista‘, e che dovete assolutamente ascoltarlo. Una traccia appena uscita ma che per me è già colonna sonora di tanti ricordi e momenti indimenticabili, a partire da quella prima volta in cui l’ho sentita al Miami Festival.

Quando ero satanista è un ponte fra passato e presente, una traccia intima e che parla di estati belle ed altre un po’ meno, di ricordi felici ma anche malinconici. Essere satanisti  è un po’ rendere omaggio alla parte più infantile di noi stessi, non lasciarsi scappare l’infanzia ma tenerla bene stretta a sé per sentirsi un po’ più liberi, che poi a mio avviso rispecchia a 360° quello che è lo spirito dei Tonno. La giustezza del sentirsi inadeguati, la spensieratezza con cui ci si innamora di tutto da giovani, la leggerezza con cui si affronta la vita che non dovremmo mai dimenticarci.

 

Quasi 365 giorni fa conoscevo i Tonno e la loro musica normale. Loro e tutte le sinergie che si sono create attorno a questa band, sono stata la cosa più bella di questi 365 giorni, e probabilmente lo saranno anche dei prossimi.

Quando ero satanista ora è vostra, presto lo sarà anche il disco intero.

 

Ale, Fede, Stohrer e Fabio, vi volevo bene, merde.