The André e il nuovo cantautorato che sa di Trap

The André e il nuovo cantautorato che sa di Trap

9 Dicembre 2019 0 Di ilfaroindie

Il Pop che diventa Indie, l’Indie che diventa Trap, la Trap che diventa cantautorato. Sembra che la musica, oggi più che mai, abbia voglia di mescolarsi e dare vita a nuovi scenari e nuovi generi.

Ma la potenza della musica non si limita a creare, a guardare al futuro: la musica è in grado anche di farci tornare indietro, se non con il fisico, con la mente, pur rimanendo ben saldi al presente.

Questo è il caso di The André, nato per caso tra le mura di una cameretta, che in poco tempo ha saputo conquistare palchi importanti ma soprattutto critica e pubblico. Il progetto, che prevede la realizzazione di cover d’autore in cui omaggia il grande Maestro, trasporta nel presente lo stile di Faber, facendoci immaginare come si sarebbe cimentato ai giorni nostri con generi come l’Indie e la Trap.

Artisti urban come Ghali, Sfera Ebbasta, Gue Pequeno e Salmo, o nomi dell’indie come Lo Stato Sociale, Coez, Calcutta e Coma Cose vengono così magicamente riletti in chiave deandriana denudando il testo in maniera romantica ed esaltandone l’unicità.

Ad essere sinceri sapevo fin dall’inizio che questa cosa delle cover trap non era destinata a durare – spiega in un’intervista a RockItNon tanto per la fase discendente della trap, quanto perché la ripetizione ossessiva di un’idea sempre uguale a se stessa alla lunga stanca e prima o poi avrei dovuto cambiare qualcosa. Sto cercando di farlo in modo da non disorientare troppo le persone che mi hanno seguito fino a ora, spostandomi lentamente verso una dimensione più artistica, più personale e più inedita

Uscito lo scorso gennaio, THEMAGOGIA – Tradurre, tradire, trappare (Freak & Chic/Artist First) è stato il debutto discografico del cantautore. Un esordio importante, che ha saputo sorprendere critica e pubblico, per un progetto che, partito dal web come parodia, si è subito trasformato in qualcosa di più complesso. The André ha messo in mostra, oltre alle capacità compositive, grande abilità di scrittura, interpretando con nuovi linguaggi il mondo dell’indie e della trap.

È bravissimo e intelligente. Ha avuto un’ottima intuizione e la sta esprimendo splendidamente – così Dori Ghezzi in un’intervista – La sua voce è molto simile a quella di Fabrizio e trovo interessante l’operazione che aiuta a focalizzare meglio i valori espressi nei testi trap, creando anche momenti ironici di smitizzazione, ma sempre rispettosi

 

 

La sua musica e i numerosi apprezzamenti dal mondo culturale hanno portato l’artista a calcare palchi importanti tra festival, come Home Festival, Goa Boa Festival, Woodoo Fest, Flower Festival e Parco Tittoni, e rassegne, come il Wired Festival, Musicultura e lo Sponz Fest di Vinicio Capossela. Recentemente ha partecipato alla trasmissione radiofonica di Morgan dove ha cantato alcuni brani di De André insieme a Dori Ghezzi, Franco Mussida e lo stesso Morgan.

Io non ci volevo andare in tour – spiega – perché non ritenevo che il mio progetto potesse avere una vita al di fuori del web e perché parlare davanti a tante persone mi mette a disagio. Però il fatto di poter indossare una maschera mi ha permesso di aprire il mio cuore senza imbarazzarmi.
In tour ho imparato tante cose: per esempio che è sempre utile avere un capotasto di scorta, che il gin tonic e il gin lemon non hanno lo stesso sapore nonostante ci provino a fartelo credere, che i sedili posteriori dell’auto sono più comodi se vuoi dormire di quelli davanti ma, soprattutto, che se quando esci dal camerino le persone sgomitano per farsi le foto con il tuo turnista c’è qualcosa che stai sbagliando nella vita.”

 

Ecco la nostra intervista

Com’è nato The André?
Come tutti gli altri esseri umani, non fatemi scendere nei dettagli. Il progetto invece nasce da un pomeriggio deprimente in cui mi mandavo vocali WhatsApp a un mio amico. Visto che avevo sentito sostenere che la trap era il nuovo cantautorato, volevo cercare di giustapporre quei due mondi.

Qual è il tuo rapporto con Genova? E con Dori Ghezzi?
Sono stato tre volte a Genova, una da privato cittadino e due da musicista. Credo che sia una città che non si fa amare da subito ma che pian piano ti entra dentro. Ho conosciuto Dori l’anno scorso, ha apprezzato molto il mio lavoro e l’ironia che vi stava dietro. È stata talmente gentile da invitarmi a diversi eventi cui partecipava la Fondazione De André.

Dai video su YouTube a X-Factor. Com’è nata questa collaborazione? E come sta andando?
Gli autori di Extra-Factor hanno pensato che il mio progetto potesse incuriosire anche il pubblico del talent. Le prime puntate erano un bagno di sudore, ma devo dire che sto cominciando a divertirmi. Anche i riscontri che sento sembrano in generale positivi. Ma magari non leggo bene (ride, ndr).

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Voglio trasformare questa cosa capitatami quasi per caso in un progetto solido e duraturo, con una sua personale dignità artistica. Forse sono troppo velleitario, ma pensò che in quel caso le persone smetteranno di seguirmi.

 

Giovanna Vittoria Ghiglione