Il Faro Indie intervista DELMORO

Il Faro Indie intervista DELMORO

7 Novembre 2019 0 Di Fabiana Avigliano

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo “Complesso”, per Carosello Records, abbiamo fatto due chiacchiere con DELMORO. Nel suo cantautorato pop, l’architetto friulano prestato alla musica propone un mix tra i ritmi esotici brasiliani, la disco italiana anni ’80 e l’eleganza tutta francese.

DELMORO ci ha raccontato del lavoro sul singolo dei Righeira , “Gli parlerò di te”, in doppia release con “Complesso”, delle sue influenze musicali e delle aspettative per il suo primo tour in partenza il 15 Novembre.

 

Iniziamo con alcune domande di rito: chi è DELMORO? Quando hai iniziato a fare musica?

Ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni a vent’anni più o meno, erano in inglese ed erano molto influenzate da diversi cantautori inglesi e brasiliani, erano molto legate all’uso della chitarra acustica. Poi una volta finita l’università ho iniziato a viaggiare per l’Europa ed il suono ha seguito questi spostamenti, ampliandosi e inglobando l’elettronica. L’interesse verso la forma canzone è stato sempre forte comunque, fino a quando sentivo l’esigenza di lavorare di più sui testi ed approdare quindi all’italiano. Così è nato Delmoro, ovvero l’unione del mio cognome e di tutto quello che sono stato musicalmente fino ad ora.

 

delmoro

 

I tuoi studi in architettura ti hanno sicuramente abituato alla ricerca del bello, in che modo lo trasponi nella tua musica?

L’architettura, più che insegnarmi il bello, mi ha insegnato a progettare e a non aver paura di sperimentare diversi metodi compositivi, strutturare di più il lavoro e non fermarmi alle prime idee. Penso che poi il bello sia una conseguenza di tutto questo.

 

Il 29 ottobre è uscito il tuo nuovo singolo “Complesso” per  Carosello Records.  In questa canzone proponi il tema della fine delle relazioni con un sound che ci proietta al centro del dancefloor. È forse questo  il miglior modo per affrontarlo, ballandoci su?

Credo che ballare sia il miglior modo di affrontare ogni cosa! L’amore, o la fine di esso, è sempre presente nelle mie canzoni, forse come sotto tema, come credo nelle nostre vite in generale. Poi cerco di metterci vicino qualcos’altro, in questo caso quel fenomeno un po’ paradossale in cui ci vede alle prese con una realtà sempre più complessa e dalla quale vogliamo spesso fuggire con semplificazioni, hashtag, sintesi della sintesi, perché non si ha il tempo per approfondire e perché l’attenzione è sempre più frammentata, breve. Questa cosa la vivo con parecchia frustrazione, sia come autore di canzoni che come ascoltatore e fruitore.

 

Complesso

 

“Complesso”  è il lato A di un 45 giri in edizione limitata. Una versione inedita del singolo “Gli parlerò di te”, perla nascosta del repertorio  dei Righeira, rappresenta, invece, il lato B del vinile. Come è nata questa collaborazione? C’era un po’ di timore nel dare nuova vita a questo brano e poi cantarlo con Johnson Righeira?

Tutto è nato molto naturalmente. Johnson mi contattò mesi fa perché gli era piaciuto il mio singolo “Filippiche” e nel farlo mi mise in copia questo brano, che io non conoscevo. Me ne innamorai, sia dell’arrangiamento molto geometrico e raffinato, sia del testo. Parla di un cosmonauta che fa un viaggio nello spazio, ed immaginandosi di incontrare degli alieni si chiede cosa mai gli dirà come prima cosa. La risposta è semplice, ovvero che parlerà del suo amore, quindi “Gli parlerò di te”. Da lì la volontà di dargli nuova vita.

 

 

Ascoltando “Balìa”, il tuo secondo EP,  si percepiscono diverse influenze, dalla disco italiana degli anni ’80 ai ritmi esotici del Brasile e all’eleganza che contraddistingue la musica francese . Ci sono degli artisti in particolare a cui ti sei ispirato?

Dal momento in cui ho deciso di scrivere in italiano, l’amore che ho sempre nutrito per artisti come Lucio Dalla, Franco Battiato e Lucio Battisti (per citare i primi della lista) è come esondato, senza quasi accorgermene. Era come se parole e melodie sbocciassero insieme. Poi io sono sempre stato un ascoltatore ossessivo di musica, quindi le ispirazioni sono fin troppe a volte. Diciamo che è un cocktail sonoro nel quale io spesso mi perdo, e un po’ mi piace questa cosa. Posso capire però che non sia una cosa che si percepisce subito, per tornare al tema della complessità di prima.

 

balìa

 

Il panorama musicale italiano degli ultimi anni ha riscoperto gli anni ’80. C’è quindi uno spazio per Delmoro?

Delmoro si sposta molto nei decenni, gli anni ’80 non sono il fulcro di tutto, piuttosto sono le costanti che vedo ritornare decennio dopo decennio che mi interessano. Mi piace cercare delle tracce di un ipotetico suono italiano che si evolve nella storia. Quindi spero ci sia spazio per questo tipo di approccio!

 

“Il Primo Viaggio”, il tuo primo album che parla di amore, autodeterminazione e crescita, ha raccolto ottimi feedback, soprattutto tra la critica specializzata. Era una cosa che immaginavi quando è uscito?

“Il primo viaggio” era un album ambizioso, forse anche un po’ incosciente, mi ha assorbito molte energie per cui certo, ci credevo molto, ma negl’anni ho fatto pace con diverse aspettative, perché credo condizionino troppo oggi, soprattutto per chi è alle prese con un nuovo progetto e pretende subito i palazzetti. I feedback positivi sono senz’altro utili per progredire, metterci ancora più energia.

 

delmoro

 

A breve avrà inizio il COMPLESSO TOUR, il tuo primo tour ufficiale. Dopo l’esperienza dello scorso maggio al MIAMI Festival, cosa ti aspetti?

Il Complesso tour sarà in compagnia della band che mi segue proprio dal Mi Ami Festival, i Tigers’ Resort. C’è un’intesa che è cresciuta tantissimo in questi mesi di lavoro e di stare insieme, quindi mi aspetto che da sotto il palco si percepisca questo, forse la cosa più importante. Lo show si è ovviamente ampliato, sarà più incentrato sul far ballare (noi in primis!), con diverse parti di congiunzione, anche solo strumentali, per non far perdere un senso di “viaggio”. In più ci sarà anche un After show, dove io e due quarti dei Tigers’ Resort faremo un dj set che andrà dall’italofunk al balearic all’italodisco e spacedisco. Ci sembrava la naturale prosecuzione di quello che faremo dal vivo sul palco. L’after show si chiamerà “Ritmo! Ritmo!”.