“GirovagArte”: Il Faro Indie intervista La Municipàl

“GirovagArte”: Il Faro Indie intervista La Municipàl

3 Luglio 2019 0 Di ilfaroindie

La scorsa settimana è iniziata a Padova “GirovagArte”, una rassegna culturale itinerante nata da un’idea dell’Assessorato alla Cultura del Comune e realizzata da tre associazioni cittadine Associazione Play, Mare Alto Teatro e Teatro della Gran Guardia.

L’esperimento, alla sua prima edizione in città, promuove una idea di democratizzazione della cultura portando una programmazione di alto livello fuori della mura cittadine, nei cinque quartieri “periferici”. Il truck itinerante di GirovagArte attraverserà Padova durante tutta l’estate con serate a tema scelte in base alle caratteristiche del quartiere che le ospiterà.

Il 26 giugno abbiamo partecipato alla serata inaugurale del festival, l’Indie Night pensata per un pubblico giovane e ospitata dal quartiere Arcella, da anni in pieno fermento culturale. Protagonisti della serata La Municipàl e The André con cui abbiamo scambiato due parole prima dei live, di seguito l’intervista de La Municipàl, nella prossima puntata quella di The Andrè.


La Municipàl: fuori moda è meglio. 

Intervista-la-municipal

La band torna vittoriosa in città alla vigilia dell’uscita del nuovo singolo tratto dall’album “Bellissimi Difetti”, fuori da marzo. Lo avete definito un album con cui vi siete tolti un po’ di sassolini dalla scarpa, come è andata? Quante persone avete fatto incazzare?

Incazzare in realtà pochissime! Anzi la maggior parte delle persone è stata molto contenta di essere citata, anche se in maniera negativa. Una delle cose più particolari che è successa è legata alla canzone “Il funerale di Ivan” dove racconto del funerale del mio amico Ivan che si credeva suicida; in realtà è stato riaperto il caso poco dopo l’uscita del disco e le indagini hanno confermato in questi giorni che si è trattato di un omicidio. Quella canzone quindi per me è diventata qualcosa di un po’ scomodo, se vogliamo, perché l’ho scritta pensando si trattasse di un suicidio e invece…

Proprio ne “Il funerale di Ivan”, a nostro parere una delle canzoni più intense dell’album, tiri in ballo più volte la politica e il suo impatto nelle vite delle persone comuni. Sorge spontaneo chiederti come La Municipàl vive il rapporto con la politica in questo particolare momento storico. 

Non è ovviamente un bel periodo né per l’Italia né per la politica italiana e chi fa musica inevitabilmente assorbe quello che ha intorno.
Uno dei miei musicisti insegna e stando a contatto con i ragazzi intercetta quella che viene definita con un bruttissimo termine la “pancia del paese” e conferma una preoccupante deriva verso destra dell’azionismo politico dei più giovani; non posso che esserne dispiaciuto soprattutto se penso alle mie esperienze di attivismo durante gli anni del liceo.

 

Alcuni tuoi colleghi sostengono che chi fa cultura oggi, e quindi anche musica, ha una responsabilità grandissima nel cercare di sensibilizzare alla cura della cosa pubblica e instillare uno spirito critico proprio nei più giovani.  Voi, come autori e “operatori della cultura” ancor prima che persone, la sentite questa responsabilità?

Sì, sicuramente. La musica alla fine serve proprio a questo. Ovviamente chi ha platee più ampie della nostra avrà impatto maggiore. Noi nel nostro piccolo come gruppo cerchiamo di far riflettere su alcune situazioni.

State lavorando alla produzione all’album nuovo anche ora, tra una data e l’altra, che sapore avrà?

È stato scritto nello stesso periodo di “Bellissimi difetti” ed è un po’ come fosse un suo lato b. Quello che sto cercando di fare a livello di produzione è di avvicinarlo di più alla nostra attitudine live che è un po’ diversa dal racconto che emerge dai dischi. Proveniamo tutti da band diverse, che fanno generi “spinti” e vorrei che questo si ritrovasse nelle sonorità del disco.

Per quanto riguarda invece la scrittura, continuerò a raccontare i fatti miei e mi farò odiare da un po’ di amici (ride, ndr).

Carmine, cosa speri di portare a casa dopo quest’estate di live?

Sicuramente qualcosa per tarare il prossimo disco. Ora, in questo tour, abbiamo un set differente dove io, ad esempio, suono il basso quindi stiamo cercando di elaborare una nuova idea di suono che influenzerà il nuovo album. Con il disco precedente abbiamo fatto più di 250 date, mentre “Bellissimi Difetti” dobbiamo ancora farlo ascoltare bene. Oltretutto è un album un po’ lento che non arriva al primo ascolto, spero di avere il tempo di suonarlo il più possibile.

 

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Per salutarci, ti chiedo qual è la domanda che ti ha fatto più incazzare durante un’intervista?

Una volta mi dissero che siamo un po’ fuori moda. Ma per noi che veniamo dalla provincia di Lecce è normale essere fuori da certe traiettorie stilistiche. Anzi, per noi essere del sud significa seguire una nostra strada. Adesso, ad esempio, veniamo accomunati all’indie…

…sì, so anche che ti dà molto fastidio perché ti definisci decisamente più rock…

No dai, è solo che indie non vuol dire più niente. Ovviamente c’è il massimo rispetto per tutti, ci mancherebbe! Il fatto è che La Municipàl è espressione solo di una piccola parte di tanti suoni che abbiamo nella testa quindi è riduttivo etichettarla come indie solo per la canzone che finisce nella playlist “Indie Italia” di Spotify. Comunque, resta il fatto che essere fuori dalle mode per me è una cosa molto positiva e infatti il prossimo disco parlerà proprio di questo.


Denise Florean