dischirotti x il Faro Indie: intervista a Maria Antonietta

dischirotti x il Faro Indie: intervista a Maria Antonietta

28 Giugno 2019 0 Di ilfaroindie

dischirotti. x Il Faro Indie è una collaborazione fra due realtà legate da stima, rispetto e profonda amicizia. Abbiamo scelto di unire le forze e iniziare un percorso di condivisione reciproco di contenuti, progetti e opinioni. In occasione del tour di reading-concerti di Maria Antonietta, ci hanno offerto la loro prospettiva sul suo mondo attraverso qualche domanda. dischirotti. è un progetto collettivo che agisce in uno spazio a metà tra le arti visive e la musica. Prima ancora di tutto ciò dischirotti. è un modo di fare le cose.


Maria Antonietta in tour con le sue “imperdonabili”: l’unico peccato è gettare il proprio talento.

Non confarsi ad alcun cliché ed aspettativa è sempre stato importante per Maria Antonietta. La cantautrice pesarese aveva dedicato molto spazio al tema in “Deluderti”, album del 2018 che aveva sancito il ritorno alla musica di Letizia Cesarini a distanza di quattro anni dalla sua precedente release. “Sette Ragazze Imperdonabili” è il titolo del suo primo libro che, pubblicato per Rizzoli Editori, è diventato un tour di reading concerti. Con questo lavoro Maria Antonietta unisce prosa e poesia per raccontare quelle che definisce sue sorelle, donne che hanno avuto il coraggio di essere irriducibilmente sé stesse. Filippo Di Marco di dischirotti. le ha posto qualche domanda per noi.


Sei soddisfatta della ricezione del tuo libro “Sette Ragazze Imperdonabili” e dell’annesso tour di reading-concerti fino a questo momento? C’è qualcosa in particolare che ti ha sorpresa?

Soddisfattissima, soprattutto della curiosità delle persone, che è la cosa più preziosa che esista su questa Terra. La curiosità ti permette di avvicinarti alle cose senza pregiudizi né sovrastrutture, e ti permette di farti sorprendere.


In che momento hai avuto l’idea di dedicarti alla composizione di questo moderno libro d’ore e cosa ti ha ispirato? È stata determinante la tua precedente esperienza di reading-concerti con Letture?

La precedente esperienza mi ha fatto percepire in maniera netta il debito che avevo accumulato con una serie di maestre, che sono diventata le protagoniste di questo mio libro di “devozione”. E tra l’altro mi ha fatto pensare che la commistione del linguaggio musica con il linguaggio poesia e prosa, mi interessava molto e avrei voluto approfondirlo.


Dalla tua produzione artistica traspare un forte interesse nelle vicende relative alla vita di figure storiche, in particolare femminili. Quando e come nasce questa passione?

Sono sempre stata molto curiosa, in generale. Leggo molto, e leggendo scopro vite meravigliose, cerco di carpirne i segreti. Cerco di costruire una mia genealogia spirituale, diciamo così, una serie di antenate ideali, le cui vite hanno in fondo formato la mia identità.

 

 

In “Marie Antoniette Wants To Suck Your Young Blood”, tuo album di debutto solista in inglese del 2010, troviamo i pezzi “Joan Of Arc” e “Sylvia Plath. Possiamo interpretare le tracce come primi semi di questo omaggio a quelle che definisci tue sorelle maggiori?

Beh certamente, loro ci sono sempre state, dalla mia primissima adolescenza. Qualcuna è arrivata dopo, ma Sylvia e Giovanna c’erano già.


Con l’uso della prima persona nel libro non lasci intendere un preciso confine tra il tuo vissuto e quello delle sette sorelle annunciate nel titolo. Perché hai riservato un trattamento diverso all’ottava -ed inattesa- ragazza?

Perché anagraficamente è l’unica “non ragazza”, avendo Mary Delany più di 70 anni, è quella che considero un futuro più che un presente. E poi volevo spezzare, per la numerologia, la serie del sette. Aggiungendo quel destabilizzante +1, voglio dire che la compiutezza non arriva qui sulla Terra, ma è una tensione e una crepa, e un +1 si insinuerà sempre e comunque che lo vogliamo o meno ad incrinare il nostro sette.


Ci sono altre figure a cui tieni che hai considerato per questo libro ma che non hanno trovato spazio tra le sue pagine?

Ci sono molte altre figure che amo, certo, ma nessuna più vicina al mio cuore di queste.


Oltre alle tue sorelle maggiori, pensi di avere anche dei fratelli con cui senti un’affinità o che ti hanno ispirato?

Rimbaud, Rilke, Dostoevskij, Pasternak…


Ci parleresti dei collage che hai ideato per il libro? Immagino che nulla sia stato lasciato al caso dato il tuo consolidato amore per l’iconografia, la storia e l’astronomia.

Ho utilizzato materiali da varie incisioni o tavole antiche, sicuramente nulla è affidato al caso, ma preferisco che chi legge il libro trovi le proprie corrispondenze. Salviamo i segreti!


Scoprire, accettare e seguire le proprie inclinazioni non è una cosa di poco conto. Tu come ci sei riuscita?

Maturando stima di me stessa, capendo che l’unico vero peccato che puoi compiere è gettare al vento il tuo talento, ma soprattutto permettendomi ogni giorno di giocare, giocare, giocare.

 

 

Il non confarsi ad alcun cliché ed aspettativa è stato un tema portante anche del tuo ultimo album “Deluderti”. Nella tua attività artistica ti è capitato spesso di sentirti in qualche modo costretta o sminuita? Come si affrontano queste situazioni?

Tutti cercano di costringerti, continuamente, è la dinamica base della civiltà umana e dell’industria culturale. Sta a te scegliere cosa fare. La responsabilità è un peso e un privilegio. Io voglio averne, me la prendo. Perché mi fido di me stessa.


I soggetti a cui ti rivolgi nelle poesie e i racconti di questo libro, come nelle tue canzoni, non sono sempre chiari. C’è qualche istanza in cui hai voluto toglierti qualche sassolino dalle scarpe facendo sapere ad un “tu” che ti riferivi a quella persona?

Spesso scrivo canzoni per vendicarmi, ma non darò mai soddisfazione ai tu coinvolti, di saperlo 🙂


Recentemente Madonna ha fortemente voluto che nel videoclip per il suo singolo “Dark Ballet” l’artista transgender e positivo all’HIV Mikky Blanco vestisse i panni di Giovanna D’Arco. Il paragone col vissuto dalla Santa, vittima di pregiudizi di genere, ti sembra calzante?

Non saprei. Giovanna è stata sfruttata da tutti, destra e sinistra, rivoluzionari e monarchici, femministe e ultra conservatori. Ognuno la rivendica come una bandiera. Giovanna è stata solo sè stessa. Poi a volte ci si dimenticano alcuni lati e aspetti, a favore di altri.


Che musica stai ascoltando in questo periodo?

Questo mese tantissimo Schubert. Poi ovviamente ci sono i miei evergreen, come Lana Del Rey e i girl group, dalle Shirelles alle Shangri-Las.


C’è qualche progetto italiano che ti ha colpito particolarmente di recente?

No di recente, direi di no.


Ti ringrazio moltissimo per il tempo che ci hai dedicato.

A voi.


foto di Luca Zizioli