IL FARO INDIE intervista i PLASTIC RADIO

IL FARO INDIE intervista i PLASTIC RADIO

20 Giugno 2019 1 Di Nunzio Savino

I Plastic Radio nascono nel 2016 dando vita ad un nuovo progetto fatto di sintetizzatori e atmosfere ricercate.

Dopo pochi mesi iniziano le registrazioni dei primi pezzi ed esce il loro primo EP “Stand or Fall” prodotto da Gianni Masci e nel Febbraio 2017 viene pubblicato il loro primo singoli dell’omonimo EP.

I Plastic iniziano il loro tour nei principali locali e festival di musica indipendente e figurano come artisti vincitori del contest DISORDER 2017 e tra i finalisti del MEI Superstage 2017.

A Marzo 2019 esce il loro nuovo singolo “Do you really think youre cool?”, un pezzo fresco ma cinico e ipnotizzante. Dallo scorso 24 Ottobre e nei sei mesi successivi i Plastic Radio hanno partecipato al Pending Lips Festival, contest dove quaranta artisti indipendenti hanno avuto la possibilità di farsi conoscere nella scena musicale.

 

Come è nato il nome Plastic Radio? Deriva da qualcosa in particolare?

La plastica è un materiale sintetico mentre la radio è un mezzo popolare di trasmissione musicale. Abbiamo pensato che queste due parole messe insieme potessero rendere bene la dualità della nostra musica che si rifà all’elettronica nordeuropea fatta di sintetizzatori ma al tempo stesso si appoggia alle melodie orecchiabili del pop.

 

Nei vostri brani si notano sintetizzatori e atmosfere ricercate che derivano da influenze nordeuropee, a quali artisti vi ispirate?
Ognuno di noi porta nel gruppo influenze diverse, si possono sentire richiami all’elettronica della scena berlinese come Apparat e sicuramente l’ascendenza di artisti del Nord Europa come Sigur Ros ed Emilie Nicolas. Anche nella scena inglese abbiamo alcuni riferimenti come ad esempio London Grammared XX ed ogni tanto capita di essere attratti da produzioni di artisti del pop internazionale, come Drake o l’album Anti di Rihanna.

 

 

Ascoltando i vostri pezzi si notano strumentali dal gusto sintetizzato ed elettronico in cui spicca la voce di Cristina Pianta, protagonista indiscussa dei brani, proponendo temi introspettivi eseguiti con emotività.
Anche nella personale quotidianità mantenete la stessa introspezione dei vostri brani?

Abbiamo personalità molto differenti, c’è chi è più introspettivo e chi è più estroverso, in fase compositiva cerchiamo però di essere coerenti con le intenzioni del progetto e l’obiettivo comune è quello di riuscire a creare atmosfere intime e coinvolgenti.

Nel 2017 prende forma il vostro primo EP intitolato “Stand of Fall”, cosa è cambiato in questi due anni?

Il primo lavoro in studio realizzato con Gianni Masci è stato fondamentale per dare un’impronta al nostro sound, questa prima fase è stata molto importante per la definizione della nostra identità sonora. Nel secondo lavoro in studio con Pietro Paroletti invece ci siamo divertiti a sperimentare nuove direzioni mantenendo però le cifre stilistiche che ci rendono riconoscibili. Gli approcci dei due produttori sono stati decisamente differenti ed entrambi ci hanno enormemente arricchiti dal punto di vista artistico. 

 


Figurate tra gli artisti vincitori del contest DISORDER 2017 e tra i finalisti di MEI Superstage 2017, quanto siete stati orgogliosi di questa vittoria e dove vorreste arrivare?

Siamo orgogliosi di questi riconoscimenti soprattutto quando arrivano da contest ben organizzati, gestiti da professionisti appassionati del loro lavoro e con un livello molto alto dei musicisti coinvolti. In futuro ci piacerebbe riuscire a partecipare a questi festival non più come vincitori di contest ma come artisti in line up.

 

Il nuovo pezzo, prodotto con Pietro Paroletti dello studio Tre di Roma, è un pezzo fresco ma allo stesso tempo cinico ed ipnotizzante. Avete trovato il vostro habitat musicale con le sonorità di questo nuovo brano o siete sempre alla ricerca di nuove prospettive?

Siamo sempre alla ricerca di nuove prospettive, riteniamo che sia fondamentale a livello artistico non fermarsi al primo risultato ma cercare di sorprendersi per sorprendere. In un panorama musicale saturo è necessaria una costante evoluzione per emergere, per cui ci piace molto sperimentare nuove sonorità anche se è molto importante per noi  rimanere coerenti con il progetto artistico che abbiamo avuto in mente sin dall’inizio.

Nel contest Pending Lips avete ottenuto un buon risultato arrivando in semifinale e ottenendo dei premi speciali, raccontateci la vostra partecipazione e cosa portereste di questo Festival nel vostro bagaglio di vita.
Come in tutti i contest di questo livello siamo contenti di aver condiviso il palco con altri talentuosi musicisti indipendenti e siamo felici di aver ricevuto feedback positivi sia dal pubblico che da persone del settore. In più il festival ci ha dato molta visibilità e ci ha aperto porte interessanti che speriamo possano portare ad ulteriori sviluppi futuri.


Parlateci delle vostro futuro nella scena musicale indipendente.
Del futuro non c’è certezza quindi tendiamo a vivere molto nel presente cercando di dare il massimo nel qui ed ora. In piano abbiamo sicuramente la release di un nuovo singolo, per il resto vi invitiamo a non perderci di vista per scoprire insieme che cosa succederà.