RECENSIONE MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER FIATI CORTI – MAGGIO

RECENSIONE MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER FIATI CORTI – MAGGIO

17 Giugno 2019 0 Di Serena Iris Pizzuti

Maggio ci insegna a sopravvivere con il suo primo EP.

E’ passato poco più di un mese dall’uscita di “Manuale di sopravvivenza per fiati corti”, l’EP di Maggio, che ha rubato un pezzo di noi. Lo abbiamo visto al MIAMI e poi a Roma al Pierrot le fou, una scoperta necessaria.

Mai titolo di un EP fu più azzeccato: una vero e proprio manuale scritto da un romano trasferitosi a Milano, con tutte le conseguenze del caso. Le ansie, le paure, la voglia di emergere e quella di tornare a casa, i punti fermi che non stanno mai al loro posto fanno sì che chiunque vada ad ascoltarsi un pezzo come “Orientarsi con le stelle” o “Montella” si senta letto, compreso e capito con una lente d’ingrandimento puntata sulla parte più nascosta del proprio animo. Prodotto da Zteph, l’emo rap di Maggio è travolgente e logorante al tempo stesso: dentro c’è la quotidianità di un ventenne con tutte le sue paranoie e inquietudini che fanno sentire meno soli.

In “Sconto”, però, c’è anche la presa di coscienza, la decisione che fa diventare grandi: quella di pagare a proprie spese tutte le ripercussioni delle scelte che si fanno e dell’impazienza di diventare ciò che si vuole veramente, senza agevolazioni, senza sconti e con la consapevolezza di avere la forza di affrontare tutto, di essere a disposizione del destino. La stessa determinazione la si trova in “Cancello”: un via vai di luoghi, di posizioni, di strade percorse su di una bici che passa da una parte all’altra di una relazione altalenante, carica di nervi e frustrazione che finisce in un’aria che sa di neve fredda che colpisce il viso ma non ferma la corsa.

E ci si reiventa, e ci si rialza: questo è quello che risuona in “Piano rialzato”. Ricominciare, un spanna sopra da dove si è caduti per il troppo dolore o per la troppa spensieratezza, decidete voi: l’esito è comunque lo stesso.

Insomma: un EP che lascia spazio a qualcosa di più grande e alla voglia di ascoltare sempre di più i lavori di un artista che ha qualità da vendere e che, di questo passo, ne avrà anche da insegnare.