ON AIR: IL MONDO VISTO CON GLI OCCHI DI CHI ASCOLTA LA RADIO!

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11 Giugno 2019 0 Di ilfaroindie

#6 CIÒ CHE CI (A)SPETTA.

“Today is gonna be the day that they’re gonna throw it back to you” canta Noel Gallagher dal palco di Piazza San Giovanni. Primo maggio. Ho i capelli bagnati e la maglietta sporca di vino. Il concertone ci regala uno dei volti più iconici del rock anni novanta. È incredibile come alcuni brani popolino la mente delle persone in maniera così viva e cristallina, anche a distanza di anni. Resto incastrato in quella prima strofa di Wonderwall, in una frase semplice ma nella mia testa estremamente potente. Oggi sarà il giorno in cui ti ricambieranno, in cui qualcosa ti sarà restituito, dato indietro. In sostanza, in cui ti verrà data una nuova opportunità. S’è da poco placata la pioggia, passo una mano tra i miei capelli zuppi, la stanchezza si dimentica per un attimo delle mie gambe e in un istante tutto si fa più chiaro. Vivo ogni cosa in modo estremamente appassionato, comprese le mie passioni. Sono loro a restituirmi spesso qualcosa ed io a ricambiarle con intrepida costanza.

Quello delle passioni è un argomento sfaccettato e dalle molteplici prospettive, come dimostra la puntata che gli abbiamo dedicato. Ognuno ha il suo modo di intenderle, di viverle e di associarle a ciò che lo circonda. Quando cerco di orientarmi in un argomento è il dizionario il punto di partenza di molte delle mie riflessioni, l’insindacabile giudice del mio primo punto di vista su qualcosa. La passione è riconducibile ad un momento o un motivo della vita – principalmente affettiva – caratterizzato da uno stato di violenta e persistente emozione. Per estensione diventa vivace inclinazione, entusiastica dedizione per attività ed oggetti che suscitano particolare interesse in noi.

C’è chi ha quella per la scrittura, chi per la musica o chi trova nello scrivere canzoni un valido sfogo per entrambe. C’è chi ama conoscere le storie delle persone e persino chi si dedica a più o meno strane collezioni. È un universo coinvolgente. La questione, però, si fa annosa ogniqualvolta le nostre passioni vengono misurate in relazione al tempo, alla quotidianità, a tutto ciò che spesso ne limita la portata e ne riduce l’attenzione. Se quasi il 70% degli ascoltatori – attraverso il #ditelavostra – abbia definito la propria passione una ragione di vita, solo il 20% la vede coincidere, ad esempio, con il proprio lavoro. Adesso alzi la mano chi, ogni tanto, non si lamenta. E chi non vorrebbe svegliarsi ogni mattina per fare ciò che più gli piace. E si, anche chi non ha paura di cambiare. Senza generalizzare, siamo tanti e lo sappiamo tutti molto bene.

A prescindere dal motivo, siamo spesso portati a resistere alle nostre passioni, a nasconderci dietro il non sentirci pronti, a rimanere in attesa del momento perfetto, della giusta combinazione di tempo, denaro ed energia per occuparcene a tempo pieno. Ci convinciamo che quello che abbiamo dopotutto è abbastanza, che non ci serve altro. Ci manteniamo occupati, resistiamo all’idea che qualcosa di diverso possa avvicinarci di più alla nostra personale idea di felicità. “Alzati e cammina” cantano i Subsonica, anche senza poterne vantare l’originario copyright. Ed è proprio in uno di questi due intenti che spesso manchiamo. Niente, anche ciò che più ci piace, verrà a citofonarci a casa mentre noi siamo liberi di andarci a prendere ciò che ci (a)spetta.

Passione. Una parola bella da vedere, densa da pronunciare, intensa da vivere. Che senso ha perdersi in qualcosa che non c’appassiona? Prendetevi per mano, ascoltate la vostra pancia che spesso il cuore le sussurra storie pazzesche. Uscite a cena con i desideri e non abbiate paura di essere felici. Ad un certo punto vale la pena correre il rischio!


La rubrica On Air è a cura di Federico Clemente
a.k.a. Le Canzoni fanno bene