Delmoro e gli anni ‘80 nella contemporaneità di “Balìa”

Delmoro e gli anni ‘80 nella contemporaneità di “Balìa”

17 Maggio 2019 0 Di ilfaroindie

Balia è il secondo album per Mattia Del Moro in arte Delmoro in uscita oggi, 17 Maggio, per Carosello Records.

 

L’artista si è già fatto notare con i singoli “Filippiche” e “Idiosincrasia”, brani tra i più trasmessi dai network radiofonici negli ultimi mesi. L’album è interamente prodotto assieme a Matteo Cantaluppi, che ha collaborato anche con artisti come Thegiornalisti, Dimartino, Ex-Otago, e vede interamente rinforzare il suono e la struttura compositiva di Delmoro, profondamente influenzato dalla tradizione della canzone italiana dagli anni ‘60 ai ‘90 ma al contempo colorando il sound con toni caldi, sospesi tra disco e balearic.

 

 

DELMORO – “Balìa è prima di tutto un suono, che spinge la mia mente verso territori esotici, quasi di fuga, per poi riportarmi coi suoi significati nel qui ed ora, in una situazione dominata da una generale confusione, da crisi dei poteri forti, ma anche da preoccupanti ritorni vestiti da novità. Perché i significati di balìa hanno in ogni caso a che fare col potere, ed in questo periodo storico in cui sento una forte forza di cambiamento, sento però anche che siamo e forse sempre saremo in Balìa di qualcosa, ora più che mai credo in balìa soprattutto di noi stessi”.

 

Mattia, architetto friulano prestato al mondo della musica, è cresciuto viaggiando per l’Europa, assorbendo ritmi e caratteri diversificati che ne hanno amplificato la sua profondità di linguaggio e si presenta come una delle dieci promesse italiane del 2018 secondo Redbull Music Italia.

Delmoro esordisce nella primavera del 2018 con un concept album dal titolo “Il primo viaggio” e ad un anno di distanza uscirà il suo nuovo disco anticipato da due singoli: “Filippiche” dove Delmoro, portando il pop sulla dance, fa dell’autoironia sul passato, mentre il mondo attorno va avanti e noi stiamo lì a guardare come spettatori; “Idiosincrasia” racconta la sensazione di repulsione nell’amore, mista ad attrazione, che spinge alla follia lasciando un amara nostalgia da prima volta. 

In attesa del nuovo album, e dei nuovi live, ci immergiamo nella italo-disco di Delmoro con sonorità anni ‘80 ma masticando il linguaggio contemporaneo che lo contraddistingue.

 

Delmoro @ Mi Ami Festival – 26 Maggio

 

Abbiamo approfittato dell’occasione per fare un paio di domande a Mattia..

Chi è Mattia Del Moro e come diventa Delmoro? Ci racconti di come un architetto diventa cantante professionista? 

 C’è stata una congiunzione delle due parti del mio cognome perché con queste nuove canzoni mi sembra di aver completato il puzzle di tutte le mie esperienze musicali precedenti, almeno io ci sento tutto e la cosa mi piace molto. L’architettura è sempre stata centrale perché appena iniziai a scrivere canzoni mie, iniziai anche lo studio dell’architettura. Per me è stata il mio conservatorio. Poi semplicemente la musica ha preso il sopravvento.

 

Al primo ascolto Balìa si rivela già un grande successo, è stato prodotto con Matteo Cantaluppi, com’è stato lavorare con lui? E cosa dobbiamo aspettarci da questo disco? 

 Con Matteo c’è stata grande intesa fin dal primo momento, lui è un produttore con una particolare sensibilità all’ascolto, quindi credo che abbia enfatizzato gli aspetti migliori già presenti nei miei provini portandoli al loro massimo e facendo ordine. In Balìa credo si possa sentire un’ampia tavolozza di suoni e suggestioni, radicate nella tradizione italiana ’70, ’80 e pure ’90 unita ad un suono credo internazionale e contemporaneo, c’è anche parecchia Inghilterra di quel periodo, paese dove ho vissuto e suonato per quattro anni prima di spostarmi in Italia. C’è dentro quasi tutto quello che io e Matteo amiamo musicalmente, quindi sono molto felice del (non facile) risultato.

 

Quali sono i tuoi impegni futuri e quando potremo sentirti live? 

 I miei impegni futuri sono di suonare, suonare e suonare. Il primo live di presentazione di “Balìa” sarà al Mi Ami Festival a Milano il 26 maggio, spero di vedervi lì!

Nunzio Savino