Il Faro Indie X Spaghetti Unplugged Intervista I Camillas

Il Faro Indie X Spaghetti Unplugged Intervista I Camillas

13 Maggio 2019 0 Di ilfaroindie

La domenica a Roma è sempre targata Spaghetti Unplugged e lì è facile imbattersi in artisti più o meno conosciuti ed è possibile scambiare quattro chiacchiere illuminanti con chi fa musica di qualità da diversi anni.
Tra questi ultimi, abbiamo avuto il piacere di rivolgere qualche domanda ai Camillas prima della loro esibizione. Nelle loro risposte non è mancata l’ironia che li contraddistingue ma anche tanti contenuti da cui trarre spunto.

I Camillas – L’intervista

Nel 2018 é uscito Discoteca Rock che citandovi è una “dichiarazione sfacciata e gloriosa della fine dell’introspezione: lo sguardo ora è fuori, e fuori è festa e sangue”. Un po’ in controtendenza rispetto ai classici temi che si trovano nella musica italiana degli ultimi anni dove si guarda spesso all’interno e spesso ci si trova del disagio.

Diciamocelo, la musica italiana di questo momento ha rotto i coglioni! è il peggior miglior momento della musica italiana! [ridono, nd]
Siamo andati in controtendenza per nausea, noi in realtà abbiamo sempre fatto quella roba li, i nostri precedenti dischi sono pieni di intimismo, di storie romantiche e malinconiche. Per noi Calcutta è un fratello, ma dopo di lui sono esplosi una serie di nomi che fanno musica imbarazzante. Tra cui diversi artisti romani…
e noi oggi siamo venuti qui per salvarla!
A parte gli scherzi, il disco nasce un po’ per fare una cosa contraria, ma anche perché ci piaceva fare un disco del genere, eravamo in un mood diverso e per questo è nato un album diverso: con più fisico, più ballo, più elettronica, più rock, più corpo. Questo è Discoteca Rock.

Vi siete fatti conoscere nel 2015 con la partecipazione ad Italia’s got talent portando un paio di brani abbastanza fuori di testa, ma in realtà i vostri testi sono spesso profondi. Una contrapposizione [profondità e ironia] che vi contraddistingue particolarmente.

Noi giochiamo seriamente. Giochiamo davvero e ci piace farlo, ma lo facciamo con serietà. Come un bambino: se il bambino sta guardando un cartone animato quarda solo il cartone animato, non è che sta li e pensa a se stesso o pensa al cellulare di lei che son due giorni che non gli parla.

Sul vostro profilo Facebook siamo stati rapiti da un’idea aperitivo nuovissima. Ci raccontate da dove arrivano le Olive alla pesarese?

Vorrei non usare Pesaro per parlare delle olive alla pesarese. Pesarese è essenzialmente il suono che fa l’arachide inserita nell’oliva a cui è stato tolto l’osso e l’arachide si sacrifica per riprestinare l’ordine dell’oliva che ha una sua forma ma noi gliela distruggiamo togliendo l’osso perché non abbiam voglia di masticarlo e allora l’arachide serve a ristabilire l’equilibrio. Pesarese perché volevamo contrastare il successo dei nostri cugini ascolani.

La canzone del pane ha il primato di vantare lo stesso numero di cover di Imagine [quasi]. Cosa si prova quando le vostre canzoni vengono cantate da altri artisti?

Ricordiamo che John Lennon diceva che i Beatles sono più famosi di Gesù Cristo quindi noi siamo più famosi di Dio [quasi].
In realtà, quando uscì Le politiche del prato, La canzone del pane era quella su cui avevamo maggiori dubbi se farla uscire cosi perché è molto nuda. C’è anche lì del gioco e della surrealtà ma in fondo è molto personale, anche se non propriamente autobiografica resta comunque molto nuda e di solito noi non ci esponiamo cosi, condividiamo cose più “magiche”. Anche per questo forse è stata quella che è arrivata di più e a noi questo fa solo un gran piacere e ogni volta che succede che qualcuno la canti a noi continua ancora a stupirci.

Non dimenticando che anche voi spesso vi cimentate in diverse cover… ne esiste una in particolare che preferite tra quelle realizzate e una che invece vorreste ancora fare?

Rispondere è molto difficile. Noi siamo partiti facendo cover e la prima che abbiamo fatto è una canzone dei Collage, Tu mi rubi l’anima al quale siamo molto legati. Nell’ultimo disco abbiamo inserito Cattolica dei Pop X e una cover di un pezzo di Enzo Carella [Mare sopra e sotto, nd].
Una cover che vorremmo fare è quella che fa “tataratararaa tatarataratarataaa” [intonano Baker Street di jerry rafferty, nd]

MOLTOBENE è il vostro programma radiofonico che ora è diventato anche uno spettacolo dal vivo. Ci raccontate in cosa consiste il programma e come è nata l’idea di farci uno spettacolo?

MOLTOBENE si occupa di spiegare il mondo, aiuta le persone a capire il mondo e soprattutto aiuta noi a comprenderlo meglio. Grazie a questo programma ci siamo ritrovati pieni di materiale e ci siamo detti: “perché non portarlo anche fisicamente dal vivo in piccoli locali?” E da li è nato questo progetto live dedicato alla spiegazione del mondo e della realtà nelle sue molteplici forme.

Italia’s got talent ma anche la partecipazione a Colorado. Quanto è diverso partecipare ad un programma TV rispetto a uno spettacolo dal vivo? Ci sono degli aspetti che preferite del primo rispetto al secondo e viceversa?

Intanto vi rispondiamo dicendo che ci è piaciuto fare la tv e anche conoscere due produzione diverse come Italia’s Got Talent e Colorado.
La differenza tra la tv e lo spettacolo live sta nella mediazione, in tv chi guarda non è presente e diventa importantissima la parte meccanica della preparazione (come ti devi mettere, dove devi arrivare, i tempi da rispettare, ecc) e diventa uno strumento quasi spaventoso nel suo confezionarti la realtà in quel rettangolo di schermo eliminando l’imprevisto.
Nel live ovviamente c’è più libertà, ma comunque ci siam divertiti in queste esperienze.

Quali sono i vostri ascolti “storici”? C’è invece qualcosa per cui siete in fissa in questo momento?

Zagor: I ho 3 miti: Aphex Twin, Kraftwerk e gli Stereolab più ovviamente Lucio Battisti. Ultimamente mi intriga molto Armand Van Helden e Teo Wise. Io sono un onnivoro di musica avendo gestito un negozio di dischi fino a 5 mesi fa.
Ruben: Io stavo guardando la mia playlist di youtube perchè anche io sono un onnivoro, ultimamente ascolto molto i Metronomy mentre tra quelli storici non saprei chi dirti ora, forse i DEVO e i CCCP.

Tour estivo, il programma radio ma quali sono i prossimi progetti, tornate presto a registrare?

Oltre al tour e al programma radio stiamo iniziando a scrivere nuove canzoni. A differenza di Discoteca Rock dove ci siamo detti “dai componiamo dei brani che dobbiamo fare un disco” ora stiamo componendo nuovi pezzi in maniera molto naturale ed hanno un’ anima già diversa con un ritorno al romantico e all’ introspettivo. Un sano ritorno al pop. Il prossimo disco sarà come un disco di Calcutta ma scritto nel 1984.


a cura di Federico Clemente e Marco Perrotta