Il Faro Indie intervista Portobello

Il Faro Indie intervista Portobello

2 Maggio 2019 0 Di ilfaroindie

Portobello nasce come progetto solista di Damiano Morlupi e in seguito si afferma come collettivo artistico attivo sulla scena dell’indie italiano. La prima fase del progetto è segnata dall’uscita nel 2017 dell’EP “1980”, che vede Damiano per la prima volta in studio come autore. La svolta arriva l’anno dopo, con l’ampliamento della formazione: Luca Laudi, reduce dall’esperienza con i Rivolta, e Alfredo De Angelis alle chitarre; Stefano Donato, ritornato in Italia dopo il periodo londinese con i The Step, al basso; Matteo Agozzino alla batteria e Eugenio Bonifazi alle tastiere.
Nel novembre 2018 esce “Un attimo e basta”, singolo che anticipa l’album in uscita nel 2019 per luovo di iCompany, il cui videoclip è diretto da Luca Laudi. Il pezzo entra nella Viral 50 di Spotify e finisce nella nuova playlist Scuola Indie. Seguono poi altri due singoli: “Cerotti”, entrato nella New Music Friday di Spotify e “Dietorelle”.

Ad una settimana dall’ uscita del disco d’esordio, “Buona Fortuna”,  che vedrà la luce il 10 maggio 2019 per luovo di iCompany, abbiamo deciso di fare 4 chiacchiere con loro.
Ecco cosa ci hanno detto!

Ciao Damiano, da solista a band, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di passare da una chitarra ad un complesso ben strutturato di sei persone?

Sicuramente il progetto ci ha guadagnato, almeno dal mio punto di vista. Quando ho registrato il primo Ep ero solo in tutte le scelte e un po’ mi mancava il confrontarmi con altri musicisti un po’ su tutto, dalla scrittura agli arrangiamenti, fino alla grafica, preferisco il lavoro di squadra a quello solista sinceramente. Inizialmente poi credevamo fosse logisticamente difficile e a volte impossibile suonare ovunque, invece abbiamo scoperto che non è così! Noi suoniamo tutto rigorosamente live, non abbiamo basi, sequenze o roba così, quindi ci attacchiamo e suoniamo, ovunque!

 

Sei elementi di una band significano sei influenze diverse, sei esperienze musicali diverse.  Quali sono i riferimenti musicali di ciascun elemento? Avete mai avuto problemi nel trovare una sintesi musicale considerata questa differenza stilistica?

Veniamo da ascolti diversi (anche se non eccessivamente). A tutti noi piacciono band e autori che hanno fatto la storia della musica: Bowie, David Byrne e i suoi Talking Heads, Radiohead, i primi Coldplay, i cantautori italiani come Battisti, Dalla, ma anche Silvestri, Fabi, Gazzè, insomma punti in comune ne abbiamo. Poi come dicevo ognuno ha i suoi ascolti personali, le sue fissazioni. Stiamo cercando il nostro sound piano, piano, questo disco è molto variegato nelle sfumature, ma già ci ha dato un’idea su quello che dovremo fare in futuro.

Il 10 maggio esce Buona fortuna, il vostro primo album. A cosa dobbiamo questo titolo? A proposito di fortuna, avete riti scaramantici prima dei live?
Volete raccontarcene?

Il titolo l’ho scelto io (Damiano) e l’ho voluto fortemente, gli altri hanno capito e accettato (penso sia anche piaciuto al di là di tutto). Il significato è proprio quello che appare, ovvero speriamo sia un disco che ci porti fortuna, poi c’è tutto un concept nella copertina che sveleremo appena esce il disco. Riti scaramantici prima del live, semplicemente augurarci tanta merda prima di salire sul palco e poi ognuno ha i suoi personali (che non sveleremo mai).

Dietorelle parla di un tema purtroppo poco in voga nella musica italiana ovvero la precarietà. Mai come in questo periodo il mestiere stesso di musicista è precario. Ci vuoi raccontare Damiano come è nata Dietorelle e se presenta spunti autobiografici?

Dietorelle l’ho scritta all’indomani di un turno di lavoro in un supermercato come operatore addetto all’inventario, che è il lavoro più precario del mondo. Ogni tanto infatti una società mi chiama a fare questi inventari notturni (tipo una volta ogni 3 mesi) e quella volta ci andai con Stefano, il nostro bassista. Scrissi qualche frase lì per lì e il giorno dopo Alfredo, il nostro chitarrista, venne a casa mia con un giro di chitarra molto interessante, ci abbiamo lavorato un’ oretta e il pezzo è uscito da solo, ho finito di scrivere il testo in nemmeno 20 minuti! E’ sicuramente una canzone nata di getto, che parla della mia vita di quel momento ma anche un po’ della vita di tanti ragazzi, credo.

Sei ragazzi di Civitavecchia, provincia nord di Roma, molto presente nei testi e soprattutto negli splendidi video diretti e interpretati anch’essi da ragazzi di Civitavecchia. Vi sentite in qualche modo la responsabilità di rappresentare un comprensorio così grande?

Noi veniamo da questa città, da questa provincia e anche se a volte ci sta stretta, amiamo questo posto! Detto questo, ci piacerebbe portare al di fuori di Civitavecchia un progetto vincente per far girare il nome della città, ma questo non vuol dire che poi sentiamo il peso della rappresentanza, assolutamente, noi portiamo aria di mare, aria leggera!


Quali sono i vostri prossimi impegni? Dove si vedono i Portobello tra sei mesi e tra un anno?

Ora stiamo suonando in giro, abbiamo date a Milano, Prato, Roma e questa estate speriamo di suonare tanto in giro per tutta l’Italia! Vogliamo far conoscere a più persone possibili la nostra musica e farla ascoltare. Sicuramente più in là registreremo qualche nuova canzone, perché noi comunque scriviamo sempre e quindi arriverà il momento di raccogliere le idee e portarle in studio. Fra un anno ci vediamo con tante date alle spalle e nuove canzoni quindi e la speranza è quella di avere un pubblico sempre più grande che canti le nostre canzoni ai concerti!

Intervista a cura di Nico Baragliu