Il Faro Indie Intervista Fosco17

Il Faro Indie Intervista Fosco17

15 Aprile 2019 0 Di Marco Perrotta

Il 21 marzo è uscito l’Ep di esordio di Fosco17, nome d’arte di Luca Jacoboni, con la sua “Prima Stagione“.
Fosco17 racconta le storie di tanti, ma non di tutti, i momenti importanti e perché no, quelli brutti. Una doppia anima, fresca e classica, si miscelano in una dicotomia esplosiva.

L’intervista

La prima domanda la utilizziamo per presentarti. Perché Fosco17 e chi è invece Luca Jacoboni?

Sono ovviamente la stessa persona, coincidono in quasi tutto, ma avevo bisogno di trovare un nome che disegnasse un immaginario per oltrepassare la monotona vita di tutti i giorni, quindi ho rubato il nome di mio cugino, e gli ho dato un cognome, 17, così mi trovate meglio su google.
Per tornare alla domanda: Luca, Fosco, è una persona normalissima, con interessi normalissimi, che fa le cose che fanno tutti, nel tempo libero scrivo canzoni, e ultimamente, nel tempo che rimane, lavoro per loro.

PRIMA STAGIONE è un mini Ep composto da 3 canzoni. Una scelta particolare presentarsi con soli 3 brani.

Era troppo presto ancora per pubblicare un album, sto cercando di arrivare alle persone che penso possano apprezzare la mia musica. Odio i concept album ma casualmente ho scritto un disco che aveva un filo conduttore talmente forte da non poter essere ignorato. Perciò ho deciso di dividerlo in stagioni, quando uscirà tutto capirete, lo giuro!

Prima stagione è stato anticipato dal singolo BON TON. In questa canzone il protagonista non è un esempio di buone maniere. Anche tu come il protagonista del brano “smarrisci il tuo bon ton”?
Più in generale scrivi di te, o prendi ispirazione anche da ciò che ti sta intorno?

Chiaramente le immagini che creo sono tutte pescate dalla mia testa, e da come percepisco la realtà, però non amo parlare solo di me e delle cose che mi sono successe, mi annoio dopo un po’, per cui mi faccio ispirare anche da altro, Maradona è la storia di un mio amico, Bon Ton, invece, è come mi immagino sia il clichè di una coppia stanca.

Nelle 3 canzoni dell’Ep figurano titoli come DIEGO ARMANDO MARADONA e CRISTIANO RONALDO. Mi viene da pensare che tu abbia una certa passione per il calcio…

E pensare che nella prima strofa di Bon Ton dico di non seguire il calcio…
Diciamo che principalmente seguo il mio Bologna, assiduamente, tifoso vero, poi più in generale sì, mi piace molto il calcio, e cerco di stare aggiornato, ma non sono un esperto, mi piacciono gli sport in generale, quelli mainstream quantomeno.

 

Con il tuo primo singolo DICEMBRE hai partecipato a Sanremo giovani: a prescindere dai fiori, si respira un po’ un’aria particolare da quelle parti? Come è stato vivere questa esperienza? Hai un qualche aneddoto carino da raccontare?

Beh diciamo che stare in maniche corte a dicembre mi sembra già un ottimo punto di partenza, il clima è stato sicuramente l’aspetto migliore della mia gita a Sanremo.
E’ stato bello, sì, non lo rifarò più ma credo lo rifarei, anche sapendo com’è andata. Ci sono pro e contro di quella grande giostra; io ho imparato un sacco di cose ecco.
Aneddoti?! Mi ricordo quella sera tutti in camera di Ale (Mahmood), a cantare ognuno i pezzi degli altri!

Hai mosso i tuoi primi passi nella musica come interprete e autore nelle band Le Ceneri e I Monomi. Cosa ti ha portato ora ad intraprendere la carriera solista?

Ero molto più piccolo, avevamo belle idee ma fra noi eravamo poco coesi. Sono state bellissime esperienze, ma forse sono troppo testardo per avere una band, preferisco scegliere i miei oppressori, e ogni tanto cambiarli!

Oltre ad essere un musicista sei anche un ingegnere e uno speaker radiofonico. Quella del musicista/ingegnere è una figura particolare ma non del tutto un unicum. Dove trovano punti in comune questi due “mestieri” cosi lontani all’apparenza?

Non credo ne abbiano, studio per diventare migliore, e serve tutto!

Da speaker radiofonico ti troverai a passare anche diversi pezzi di altri artisti, quali sono i tuoi ascolti? Nello specifico, c’è un artista / un album o un brano per cui sei “in fissa” in questo momento?

Ho lasciato la radio lo scorso anno, mi sto concentrando sul disco e su altre cosette, non ho mai dovuto mescolare i due mondi, e non ho mai nemmeno voluto farlo. Ultimamente sono in fissa totale con il nuovo di Billie Eilish, mi ha spettinato. Più in generale sono un grande ascoltatore di musica italiana, attuale e non, ma tendo ad ascoltare solo le cose nuove che escono, difficilmente sono un nostalgico in musica, tranne per alcuni dischi che fanno eccezione; i miei ascolti di infanzia, quelli che metteva su mamma!