IL FARO INDIE X LINOLEUM: Intervista a TELESTAR

IL FARO INDIE X LINOLEUM: Intervista a TELESTAR

28 Marzo 2019 0 Di Jessica Fuschillo

Questa settimana, nel nostro spazio in collaborazione con Linoleum, vi portiamo nel mondo intimo e introspettivo dei Telestar, che questo venerdì si esibiranno live al Rocket Club di Milano.

Chiacchierando con Edoardo Bocini, che abbiamo scoperto avere una doppia vita, abbiamo ripercorso la storia della musica indipendente italiana partendo dai Verdena fino al nuovo fenomeno indie/trap, passando per chi ha davvero cambiato le regole del gioco: The Giornalisti e Calcutta.

 

Partiamo dagli albori: chi sono i Telestar e come sono nati? 

Il progetto Telestar nasce come band, composta da quattro musicisti nel lontano 2008 in un piccolo paese della Toscana, della formazione originaria siamo rimasti in due e tutto il progetto sta prendendo una forma più cantautoriale che da band.
Formiamo il gruppo tra i banchi della scuola media, proseguendo nelle nostre case il sabato pomeriggio, giorno prediletto per trovarsi e suonare a volumi da far impallidire i vicini. Alle prove seguono i primi concerti nella zona e pian piano (è il 2012) arriva il primo album completamente autoprodotto che porta il nostro nome.

 

 

A Telestar segue anche un secondo album “Così vicini così lontani” che esce nel 2015, com’è cambiata la vostra musica?

Il primo album è un pop totale, un viaggio azzardato per essere uscito in quegli anni, “Così vicini così lontani” invece volge lo sguardo al folk, possiamo leggerci delle influenze dei The National e di Jake Bugg.

Non sono cambiate solo le sonorità, ma anche il mio approccio alla scrittura; sono sempre stato uno scrittore che ha bisogno di meditare sulle parole, butto giù qualche riga per poi ritornarci insieme alla musica e legare lentamente il tutto, in un’unica armonia.

La mia musica è intima e introspettiva, è necessario un lavoro di riflessione e di meditazione per poter estrarre il tutto dalla mia vita personale, per far uscire il lato romantico.

 

É in programma però anche un terzo album, anticipato già da tre singoli “Qualcosa è cambiato”, “Quanto sei bella” e “A vita nuova”, ci dai qualche indiscrezione? 

Esatto, in autunno 2019 uscirà il terzo album e avrò un sound ancora diverso, un pop new wave che ricorda le sonorità degli anni ’90 restando però molto attuale; un’insieme tra i Joy Division e i Baustelle. Sono molto fiero di questo nuovo disco, prodotto con Matteo Cantaluppi, soprattutto perchè contiene un featuring che non vi deluderà.

 

 

Ci indichi un paio di band da ascoltare per entrare nel mondo dei Telestar? 

Sicuramente i The National, Editors e Interpol per entrare appieno nelle nostre sonorità, per band affini a Telestar direi Siberia, Diaframma e Baustelle.

 

Allarghiamo un attimo il cerchio e parliamo della musica indipendente italiana, che ne pensi del cambiamento degli ultimi anni? 

Io trovo che questo cambiamento sia molto positivo per tutti, soprattutto per quanto riguarda la fruizione della musica, non siamo più soggetti alla globalizzazione della musica ascoltando solo ciò che arriva dall’estero, come facevamo nel primo decennio degli anni 2000.

Ora il pubblico si informa, fa ricerca anche attraverso le piattaforme digital come Spotify e Apple Music e non si limita ad ascoltare solo ciò che sente in radio o in tv.
Credo che questo cambiamento sia partito dai produttori discografici che hanno realizzato album veramente di grande impatto come FuoriCampo dei The Giornalisti e Mainstream di Calcutta. 

 

Cosa dobbiamo aspettarci dal live al Linoleum? 

Sicuramente sarà un live intimo, introspettivo e profondo.. con spazio alla riflessione.

 

Vi consigliamo di seguire il nostro profilo IG domani, per scoprire la preparazione al live di Edoardo.