IN HYPE AURA C’E’ TUTTA LA MILANO DEI COMA COSE

IN HYPE AURA C’E’ TUTTA LA MILANO DEI COMA COSE

18 Marzo 2019 0 Di ilfaroindie

Che bomba ragazzi anzi, che GRANATA!

Io che sono un’analitica nata, proverò a darvi una definizione letterale del nome proprio di questo album “Hype Aura“, che già di per sé riecheggia tra le crepe dei muri, nell’aria fresca che anticipa la primavera Milanese quando al calar del sole l’ultima luce si riflette sui grattacieli, nelle bottiglie di birra creando un’aurora boreale metropolitana.

 

Ecco HYPE AURA è per noi un’attesa particolarmente desiderata al limite della sacralità dell’opera.

California e Lama, al secolo Francesca e Fausto, sono la dualità di Coma Cose, anima (sempre che abbiamo un’anima cit. ) e corpo di questo progetto musicale composto da tanti elementi tutti complementari tra di loro, le basi elettroniche vanno a nozze con la voce di Cali, coniugandosi amorevolmente alle rime fotoniche di Lama.

L’Extended play è la naturale conseguenza di una serie di singoli precedentemente pubblicati, per inebriare le menti e farci uscire finalmente dal Coma della nostra epoca socio culturale, penso a Jugoslavia “ Fuori dai confini Americani tentativi per entrare vani, siamo messi che abbaiamo insomma siamo messi-cani “ testi veri, a volte crudi come un Ichnusa alle sei del mattino, tuttavia mirati al racconto della nostra realtà così come ognuno di noi la dovrebbe osservare.

 

 

Milano  è il baricentro, parte tutto da qui!

Hype Aura è una guida tascabile di una città troppe volte descritta solo per lo sfarzo della moda, dell’avanguardia, dell’ecologia monetaria dell’area C, del dopo Expo con la riqualificazione delle periferie.

Ed è proprio da qui che parte il nostro viaggio, da via Gola ( primo estratto) e la sua storia. Si, perché Milano non è solo aperitivi e ristoranti stellati , c’è una realtà che vive a ridosso di piazza XXIV Maggio, dove non si è ancora compiuta l’opera di bonifica totale, è vita vera di case occupate, di personaggi usciti dai film dei fratelli Coen , via Gola “puzza” di realtà.

 

“Questa notte la mia gola è messa peggio di via Gola”

“ Abbiamo preso il siero della verità, ci confessiamo cose che mi sa che poi domani ci si pentirà mentre la schighera se ne va ” .

L’album è pieno di riferimenti a Milano e ce la racconta bene, tre pezzi mai più senza?

“ Mai una gioia, tranne la fermata prima di Centrale” (Granata) e poi ancora  “ Ci vediamo, che ne so magari in Darsena a bere l’ultima da Peppuccio” (A lametta)  non tralasciando i sentimenti “ Ho qui nel cuore una ferita, ma non so ricomporla che non mi basta neanche l’ago e il filo di Cadorna” (Beach Boys distorti).

 

 

Hype Aura è tante cose, merita un ascolto di dettaglio, scorre veloce, ma le nove tracce sono già pietre miliari del panorama musicale attuale e non esagero sapete perché?

Prestate attenzione all’intro della track numero sette: Mariachidi il richiamo è netto e ci riporta indietro sulle note di Strange Days niente meno che dei The Doors.

San Sebastiano è già storia per il suo testo, dentro anime del calibro di: Garcia Marquez e Pasolini con il gioco di parole “puzzle-lini”.

 

Questo album è un capolavoro sociale prima che musicale, quindi ragazzi il mio augurio è di non perdere mai questo spirito d’urgenza espressiva, proprio come la via Gola che in mezzo ai Milanesi imbruttiti, resiste e conserva un’anima pura.

Promosso a pieni voti!

Ps : la Scighera, in dialetto milanese, nient’altro è che la nebbia che tutti ci invidiate!

 

Antea Zavaglio