ON AIR: IL MONDO VISTO CON GLI OCCHI DI CHI ASCOLTA LA RADIO!

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12 Febbraio 2019 0 Di ilfaroindie

#4 BUONI PROPOSITI: È DIVERTENTE, NON COSTA NIENTE.

Eppure ricordavo di averli posati qui l’ultima volta. Provo nei cassetti, dentro l’armadio, sotto al letto, un po’ come quando cerco freneticamente qualcosa per casa, certo del fatto che possa nascondere, questo sì, ma rubare proprio non me lo aspetterei mai. Niente da fare, dei miei buoni propositi neanche l’ombra!

Così [musica malinconica in sottofondo] in una fredda mattina di fine gennaio, chiuso nel cappotto, dalla banchina osservo i fanali rossi dell’ultimo vagone farsi sempre più piccoli fino a scomparire all’orizzonte. Su quel treno sono saliti i miei buoni propositi, un attimo dopo avermi detto addio. E niente, fa già ridere così.

Lo so, non siamo in pochi a condividere questo destino. Anche la scienza – tanto per cambiare – lo conferma: il 55% di chi proclama le sue migliori intenzioni ad inizio anno regge per un solo mese. Indubbiamente, la percentuale è più incoraggiante di quell’uno su mille che ce la fa. Certo un po’ d’amaro in bocca lo lascia, dopo essere partiti con tante belle intenzioni, il desistere prima di arrivare alla meta e, come se non bastasse, farlo tra Vicolo Corto e Vicolo Stretto (spero non abbiate perso la passione per il Monopoli). Per quanto mi riguarda, il rammarico è cresciuto dopo aver constatato la bontà delle intenzioni di molti ascoltatori. Dimagrire, fare più sport, suonare dal vivo, scrivere un disco, sono tutti nobili intenti che, oltre un lieto fine, meriterebbero senz’altro più di un solo mese d’impegno.

A testimonianza di quanto abbia preso a cuore la questione, non ho perso occasione, qualche sera più tardi, di riproporre l’argomento durante una cena curiosamente condivisa con Woody Allen, Scarlett Johansson e Immanuel Kant, inizialmente convocati per un dibattito sul ruolo chiave dei featuring nella musica contemporanea. “È dura da digerire se hai finito anche i Brioschi” sbotta il filosofo tedesco, convinto che citando Franco126 avrebbe potuto attirare l’attenzione dell’incantevole attrice. “Fortunatamente – s’intromette Woody – secondo la moderna astronomia l’universo è finito: un pensiero consolante per chi, come me, non si ricorda mai dove ha lasciato le cose”.

Adesso io non so dirvi com’è andata a finire questa illuminante discussione, so che poi abbiamo passato un’intera puntata – la seconda di gennaio – a fantasticare su 3 ipotetici personaggi da invitare a cena.

[Off topic] Breve ma entusiasmante classifica delle vostre migliori risposte:
5. Annarita: Max Pezzali – Tina Cipollari – Carlo Conti
4. Nico: De Andrè – Pasolini – Calvino
3. Georgia: Freddie Mercury – Andreotti – Ruggero dei Timidi
2. Valerio: Platone – Shakespeare – De Rossi
1. Daniel: Gesù – Jimi Hendrix – Baudelaire

Perché vi ho raccontato tutto questo? Sotto sotto, sono convinto sia utile ogni tanto fermarsi e concretizzare in un buon proposito un proprio bisogno o un proprio desiderio, anche se realizzarlo, per quanto semplice esso sia, possa sembrare più improbabile di andare a cena con Kant. È mettersi in moto il primo passo per partire. In fondo anche i castelli in aria avrebbero solo bisogno di buone fondamenta.


a cura di Federico Clemente aka Le Canzoni fanno bene