Il Faro Indie x LINOLEUM: Intervista ai Tropea

Il Faro Indie x LINOLEUM: Intervista ai Tropea

1 Febbraio 2019 0 Di Jessica Fuschillo

Venerdì 25 Gennaio abbiamo incontrato i Tropea, in occasione del loro live a Linoleum (Rocket Club), una band fresca, nata nel 2016 tra i locali di Porta Venezia (Milano) con cui abbiamo parlato di “Collapse”, il loro ultimo singolo, delle collaborazioni artistiche e musicali che hanno intrapreso e di quanto sia caldo il loro pubblico.

Ah, ci hanno anche regalato una bellissima playlist che non vediamo l’ora di ascoltare all’infinito.

Trovate tutta l’intervista qui sotto:

 

Dicono di voi che siete “la miglior band di Milano ma che non lo sapete nemmeno voi” e che siete “perfetti anche dal vivo”, tutti questi complimenti ci fanno accrescere le aspettative su di voi, che pensate di quello che scrivono su di voi? 

 

Quando leggiamo queste cose pensiamo “Godo sodo”. Nei nostri live il pubblico è sempre molto generoso, quindi si crea una sintonia che ti fa venir voglia di ridare indietro quello che ricevi, ma in modo amplificato.
L’ansia da prestazione, insieme ad acqua naturale temperatura ambiente, poi può far miracoli.

 

L’ultimo vostro lavoro pubblicato è “Collapse”, che tratta il tema dell’infanzia e dello sguardo curioso dei bambini che resiste nonostante gli anni, cosa vi ha portato a trattare questo tema? E in che modo lo avete affrontato?

Il senso della canzone è racchiuso in questo meme a km 0.

Collapse” è frutto del lavoro nello studio Everybody On The Shore  di Giacomo Zambelloni e Davide Andreoni, è uscita il 23 Gennaio con il videoclip (http://bit.ly/2S0T350) a cura di Emiliano Neroni (http://bit.ly/2FOmd0s), un artista visivo a cui ci sentiamo molto legati.

 

A questo proposito è molto interessante il rapporto che avete instaurato con Gio Pagani per gli artwork, com’è nata? E come si sviluppa questa collaborazione? 

Seguiamo i lavori di Giovanni da un po’, abbiamo punti di riferimento comuni. Attraverso gli artwork che realizza per noi esploriamo estetiche ispirate alle sottoculture dell’internet. L’internet è un bel posto.

 

foto di Isabella Sanfilippo

 

Ascoltati ad occhi chiusi sembrate una indie – alternative band americana, poi si legge il nome “Tropea” e siamo subito catapultati in Italia, come mai questa scelta?

Quando è stata pronunciata per la prima volta la parola “Tropea” ci siamo sentiti sotto delle palme e visto che era ottobre, faceva freddo e pioveva, ci è sembrata una bella sensazione. Le canzoni sono in inglese, ma in realtà ognuna di loro si porta dietro un proprio immaginario e linguaggio. Come è successo, ad esempio, attraverso la collaborazione con Montag

 

E chi sono i vostri modelli musicali? I vostri punti di riferimento…

Prendi John Lennon mettilo alla guida di una Panda, passagli l’aux cord e fagli mettere Mac DeMarco.
Comunque abbiamo fatto una playlist per tenervi idratati:

 

Di solito si chiede all’inizio ma noi siamo alternativi, per cui ve lo chiediamo alla fine: come sono nati i Tropea? Raccontateci la vostra storia..

Ci siamo conosciuti a Milano nel 2016, in un ambiente musicale stimolante nel triangolo di Porta Venezia, tra Picchio – Love, LUME e Rainbow. Facevamo a gara a chi era più fluido.