“Golden Goal Tour”: il Faro Indie intervista Galeffi

“Golden Goal Tour”: il Faro Indie intervista Galeffi

2 Gennaio 2019 0 Di ilfaroindie

Abbiamo incontrato Marco Galeffi (in arte Galeffi) in occasione della penultima data del suo “Golden Goal Tour” che ha toccato molte città d’Italia a Novembre e Dicembre, tra cui Milano, Torino, Roma, Napoli, Bologna, Bari e Firenze.

Con Marco abbiamo parlato di un anno importante, che li ha visti calcare numerosi palchi famosi, tra cui quelli di festival importanti come il Mi Ami e lo Sziget, e di come tutto è cominciato a Dicembre 2017, con due date a Roma e a Milano in piccoli circoli.

 

foto di Alba De Bellis

 

Un anno fa suonavate all’Ohibò, piccolo circolo ARCI di Milano, oggi al Fabrique: com’è cambiato Galeffi in quest’anno?

Ho sempre la febbre (ride), penso che siamo migliorati molto a livello acustico durante i live, ovviamente i più curiosi arrivano prima alle cose, scoprendoci già nei piccoli circoli, poi pian piano la voce gira e vengono a sentirci anche al Fabrique.
Io sono contento in egual modo, sia dell’Ohibò che di suonare qui oggi, per me sono entrambi importanti.

 

Dai post su Instagram lasci intendere che ti vuoi prendere una pausa, come mai? E quanto durerà?

Questo primo disco ha una storia particolare: è stato registrato due anni prima della data di uscita. Per questo secondo album vorrei prendermi del tempo e trovare la persona giusta per registrare il disco, per poter fare uscire un disco bellissimo e che mi soddisfi pienamente.

 

Qual è la cosa più strana che vi è successa durante questo anno di tour?

Diciamo che ne sono successe tantissime (intervengono all’elenco anche Luigi Winkler, Marco Proietti, Walter Pandolfi, Andrea Palmeri) per esempio quando nevicava in Calabria, oppure quando abbiamo fatto l’incidente con il furgone e poi sei caduto dal furgone (ridono insieme).

Ad esempio oggi è la prima volta che ci siamo fatti la doccia in tre giorni di tour, con un concerto al giorno non avevamo tempo di fare altro.

 

Una curiosità: come mai nella versione registrata avete deciso di riarrangiare “Mamihlapinatapai” rispetto a come la facevate durante i live?

Tutte le canzoni da studio a live un po’ cambiano, l’abbiamo resa un po’ più lenta, adatta all’ascolto in cuffia; la versione live è da cantare sotto al palco.

 

foto di Alba De Bellis

 

Come giudichi il panorama musicale italiano attuale e come si inserisce Galeffi in questo contesto?

Sono quattro anni che ci sono molte cose fighe in giro, non mi ci sono mai visto bene all’interno del panorama indie, anche perché io non ascolto questo genere di musica.

Mi piace molto Coez, che magari non è proprio indie ma più rap, ammiro molto anche Giorgio Poi e anche i Coma Cose, anche se sono tutti lontani da me, ci sono altri artisti più simili.

Per me il panorama indie è un po’ un trampolino, con il passare del tempo la mia ambizione aumenta e vorrei percorrere la mia strada al meglio, ovunque essa mi porti.

Vorrei prendermi una vacanza a Gennaio e poi mettermi al lavoro, sperando che tra Maggio e Settembre esca una canzone nuova.
Ho chiesto a tutto il team di parlare di lavoro dal 1 Febbraio, quando ripartirà un po’ la macchina.

 

 

Sappiamo che stimi molto Cesare Cremonini, quali sono gli artisti a cui ti ispiri? E con chi vorresti fare un featuring?

Suona anche lui oggi? (ride)

Con gli artisti stranieri mi è più facile immaginare un featuring.. vorrei farlo con i The XX, Paolo Nutini, Patty Bravo..  ma anche Coldplay, Pete Doherty, Yellow Days.. ascolto più musica straniera che italiana.

 

foto di Alba De Bellis

 

I tre concerti più belli a cui hai assistito nella tua vita?

Pete Doherty sicuramente uno dei più belli, lui ha un fascino incredibile, è molto magnetico sul palco, non riesci a staccarci gli occhi di dosso. Molto emozionante anche uno degli U2 a Roma e poi i Coldplay che ho visto per ben sei volte.

 

 

Leggete anche il nostro articolo sull’evoluzione di Galeffi a questo link: http://www.ilfaroindie.it/2018/11/14/galeffi-dal-vivo/

 

Un grazie speciale a Carlo Alberto Crippa.

 

CREDITS:

Intervista – Jessica Fuschillo e Stefano Maiorana

Foto – Alba De Bellis

Registrazione – Serena Raso