On Air #2: il mondo visto con gli occhi di chi ascolta la radio

On Air #2: il mondo visto con gli occhi di chi ascolta la radio

6 Dicembre 2018 0 Di ilfaroindie

Scegliere o non scegliere, questo è il problema

8 del mattino. La mia mano tasta il comodino in cerca del telefono, che nel frattempo urla un suono indistinto, tipo quello della sveglia. Gli occhi due fessure sottili, comunque non al punto da impedire alla luce sparata del giorno di filtrare. Eh sì, dormo con la serranda alzata, ancora certo possa essere un metodo infallibile per rendermi più reattivo al risveglio. Ecco il telefono, lo azzitto e mi trovo davanti alla prima scelta della giornata: mi alzo o ancora cinque minuti?

Sebbene sia una delle decisioni quotidiane che sottovaluto più spesso, nel suo essere così prematura e fastidiosa, per me un senso ce l’ha: mi fa riflettere su quante volte ci troviamo mediamente a dover scegliere ogni giorno. Centinaia, forse migliaia? Solitamente, in tema di scelte, ci vengono subito in mente quelle importanti, talvolta fondamentali, che possono influenzare il corso della nostra vita: andare all’università, cambiare lavoro, tornare o meno con un/a ex. Invece io penso spesso a quelle semplici, a volte banali, che prendiamo quotidianamente quasi senza farci più caso, tipo come vestirsi o cosa mangiare per pranzo. Piccole cose, sono loro spesso a fare la vita e a tenerci pronti per le grandi.

Il tema della scelta mi affascina, per questo ve ne parlo, non solo in quanto argomento della prima puntata del mese di novembre. Vi ho riscoperto indecisi, eternamente come si suol dire. In fondo credo sia proprio questo il problema: piuttosto non scegliamo, nascondiamo nell’indecisione la paura di definire qualcosa che, fin quando resta in potenza, rimane innocua. Scegliere o non scegliere, questo è il vero problema. E la licenza poetica casca a pennello, perché poche altre cose come questa determinano il nostro essere, dividono ciò che siamo da ciò che non siamo.

Ce l’ha raccontato Francesca, che ha condiviso con noi la sua difficoltà di scegliere dove trascorrere il prossimo anno della sua vita. Parigi, Londra, Canada, Belgio, Senegal o Vietnam? Figata, penserete. Beata lei! Eppure, ognuno ha i suoi dubbi, le sue incertezze, i propri gradini da salire. «Non mi sento abbastanza grande per scegliere dove andare – ci ha confidato – perché ogni volta che scegli, scegli un po’ chi vuoi diventare e io non lo so ancora!»

Forse un’altra riflessione, dalla puntata sulla comfort zone – che sta alle scelte più o meno come Carl Brave sta ai featuring –, può darci una mano. Temporeggiamo perché abbiamo spesso paura di cambiare, di non essere pronti, di non sapere cosa ci aspetta fuori e come affrontarlo. A volte non conosciamo nemmeno i confini della nostra zona di comfort eppure resta un po’ come uscire dal piumone la mattina, ha lo stesso sapore, lo stesso senso di nudità. Altri 5 minuti e aspettiamo sia il tempo o qualcos’altro a scegliere per noi. Scegliamo di non scegliere.

Alla fine, la vita è un incessante succedere di cose che non si possono programmare. Non esiste una formula magica, bisogna semplicemente essere curiosi di scoprire cosa c’è fuori. La comfort zone resta lì, pronta ad abbracciarci quando ne abbiamo bisogno. Ma c’è tanto altro da fare, imparare, sbagliare, imparare, fare meglio, imparare, sorridere. In fondo, è solo uscendo da un porto sicuro che abbiamo la possibilità di trovarne un altro, magari ancora più sicuro.

Ps: Francesca il prossimo anno parte per Parigi!


On Air è la rubrica mensile che Federico Clemente de Le Canzoni Fanno Bene scrive per noi ogni primo giovedì del mese, dove prende in esame alcuni dei temi trattati  durante le puntate del mese precedente.