Il Faro Indie X Spaghetti Unplugged: Intervista Eugenio in Via di Gioia

Il Faro Indie X Spaghetti Unplugged: Intervista Eugenio in Via di Gioia

4 Dicembre 2018 0 Di ilfaroindie

Domenica 25 Novembre siamo andati al Marmo di Roma ad intervistare gli Eugenio in via di Gioia prima della loro stupenda esibizione durante la serata Spaghetti Unplugged numero 132.
Per presentarli non servono tante parole anche perché, come ascolterete dall’intervista, “hanno già detto tutto loro”.

Non vi chiediamo come nasce il vostro nome perché ve lo hanno chiesto davvero tutti! Partiamo comunque dal vostro nome: l’impressione che dà è che vi siate messi su una strada verso la gioia. A che punto siete?!

Diciamo che è più una maledizione, sei costretto ad essere sempre felice e noi non lo siamo mai stati, ci proviamo ma lo nascondiamo bene. Eugenio invece è sempre felice.
Eugenio: Io sono pazzo tendenzialmente.

A Roma si usa spesso l’espressione “mai ‘na gioia” che in maniera un po’ allegra racconta l’amarezza di alcuni momenti della vita. Un po’ come fate voi. Come si fa a prendere sempre tutto con ironia?

Bisogna essere autoironici che secondo noi è la via migliore, inoltre bisogna essere anche un po’ cazzoni senza prendersi troppo sul serio.
Paolo: Hanno detto tutto loro.

Tutti su per terra, Altrove…l’impressione è che per essere felici bisogna andare oltre, da qualche altra parte però…

Eugenio: Da un’altra parte rispetto a dove stiamo andando, noi abbiamo un’idea che il mondo stia andando in una direzione che spesso non ci piace o comunque cerchiamo di mettere l’accento dove le cose non funzionano secondo noi per dare un’altra possibilità, infatti altrove è l’altra possibilità della medaglia.
Emanuele: Esatto.
Lorenzo: Giusto.
Paolo: Hanno detto tutto loro.

Nascete come buskers e in strada siete tornati con alcuni live/raduni di fan?
Quant’è importante per voi il contatto diretto con il pubblico?

Paolo: Sta volta dico io, il contatto con il pubblico per noi è fondamentale.
Lorenzo: No, invece i fan ci stanno sul cazzo.
Emanuele: Essendo nati buskers abbiamo sempre cercato il contatto con il pubblico e la vicinanza è una cosa che ci siamo portati dietro ai nostri primi concerti e che non vogliamo abbandonare.
Eugenio: Hanno detto tutto loro.

Che legame avete con Torino?

A Torino stiamo bene perché abbiamo un bel rapporto con le persone che seguono perché sono le prime che ci hanno dato una mano. È la nostra culla perché è importante avere un posto dove germogliare, dove far partire tutto e Torino è stata una rete fantastica perché con un po’ di locali ci ha permesso di crescere un passo alla volta.

Che ci raccontate della scena musicale della vostra città?

Almeno per come l’abbiamo vissuta noi Torino musicalmente è molto attiva. Si è creata una rete di affetto e di amicizia tra gli artisti, ci conosciamo tutti, ci scambiamo consigli, insomma ci si aiuta. Inoltre è una scena molto alternativa ma forse standoci dentro il nostro punto di vista è un po’ falsato.

“La realtà è aumentata a tal punto da rendere esigua la fantasia”. Nelle vostre canzoni si cela spesso una guerra al 2.0, una realtà con cui però siete dovuti scendere a patti. Com’è il vostro rapporto con i social?

C’è un amore/odio: amore perché siamo attratti dalle possibilità che da la tecnologia, dalle novità e quindi per sperimentare l’arte bisogna scendere a patti con la stessa; odio perché nel momento in cui tu inizi ad usarla sei tu che usi lei ma ad un certo punto, quando lei diventa indispensabile è lei che inizia ad usarti.

Che musica ascoltate e se c’è un artista per cui state “in fissa”?

La cosa bella è che veniamo da quattro generi diversi.
Paolo: c’è un artista che mi ha fatto conoscere Eugenio, si chiama Soul Lux che è molto figo, poi anche gli Alt-J mi piacciono molto. Sono curioso dell’uscita di Giovanni Truppi.
Lorenzo: Stiamo ascoltando moltissima musica straniera, abbiamo scoperto un gruppo americano, gli Slander e anche Lewis Del Mar
Emanuele: Io sto ascoltando Edward Sharpe and the magnetic zeros.
Eugenio: Io voglio fare qualche accento italiano, mi piacciono La Rappresentante di Lista, Iosonouncane e i Coma_Cose nel mondo della musica indie perché trovo che abbiano delle sonorità uniche.
Però ascoltiamo prettamente musica internazionale perché il futuro arriva da li, purtroppo. Cerchiamo di superarli…
Emanuele: … il futuro siamo noi!

 

Intervista e Montaggio: Federico Clemente
Domande: Federico Clemente e Marco Perrotta