Il Faro Indie X Spaghetti Unplugged: Invervista a MILLE

Il Faro Indie X Spaghetti Unplugged: Invervista a MILLE

1 Dicembre 2018 0 Di ilfaroindie

Domenica 25 Novembre durante la serata Spaghetti Unplugged, abbiamo avuto il piacere di conoscere meglio MILLE, un nome dietro il quale c’è Elisa Pucci, già voce dei Moseek.

Il tuo nome d’arte è MILLE, un po’ come le mille lire con cui da bambini compravamo le figurine, un po’ come le bolle blu. Perché questo nome?

La scelta del nome è di cuore, quindi la risposta sintetica è perché mi piace. Sono passati pochi mesi da quando ho deciso di dare vita a un progetto in seguito alle canzoni che ho scritto in italiano e alla fine è rimasto MILLE.

Cosa ti ha spinta ad intraprendere la carriera solista?

Ad ottobre 2017 è finito il tour lungo 2 anni con i Moseek, ci siamo messi a lavorare in studio per il nuovo disco però sentivo che mi stava mancando un pezzetto: un po’ perché quando andavamo a suonare non tutte le persone cantavano con le parole corrette; un po’ perché ho cominciato a provare la curiosità di scrivere in italiano che una cosa nuova e che quindi ha portato a farmi tante domande e anche tante pippe mentali.
Ho iniziato a scrivere delle canzoni anche se con i Moseek volevamo continuare a fare brani in inglese però stava nascendo un progetto diverso e non volevamo fare, ne io ne i Moseek, una scelta cioè scegliere l’italiano o l’inglese.

Sul tuo primo post Instagram ‘da solista’ racconti di come sei passata dal porti consciamente dei limiti al “che cazzo me ne frega dei limiti”! Com’è avvenuto in te questo cambiamento?

Non ti so dire quando è successo, è successo e basta, forse ripetendomi queste 2 paroline magiche che sono “sti cazzi”.
Comunque, quando ho fatto sentire Supereroe le cose sono state più chiare.

Nello stesso post ammetti che questo passaggio comporta una rivoluzione anche nel tuo quotidiano perché il cantare e scrivere canzoni te lo porti dietro sempre. Come influenza la tua vita di tutti i giorni?

La influenza in quanto anche parlare con te in questo momento può darmi spunti per scrivere: può darsi che finita l’intervista mi racconti qualcosa, io la prendo e la faccio mia che non vuol dire “mi faccio i cazzi tuoi” ma quasi.
Non mi aspettavo una rivoluzione simile, essendo sempre stata abituata a programmare qualsiasi aspetto della mia vita, questo periodo mi ha fatto capire che alla fine non si possono programmare cose cosi grandi.

Supereroe, il tuo primo singolo, parla di un rapporto piuttosto complicato tra te e una figura che sembra possa essere quella materna. Una figura che si tende ad idealizzare come un supereroe e che crescendo invece lascia questi panni che avremmo [come figli] desiderato cucirle addosso. È un’ interpretazione sbagliata?

Tutte le canzoni possono essere interpretate nella maniera in cui uno ha  la necessità di recepirle.
La cosa più importante è stato ammettere a me stessa che tutti abbiamo bisogno di un supereroe anche da adulti perché alla fine noi saremo figli per sempre e avremo sempre bisogno di una figura che ci venga a salvare.

Con i Moseek hai condiviso l’esperienza di xfactor. Quali sono, secondo te, gli aspetti positivi e negativi che un’esperienza come questa ti ha lasciato?

Gli aspetti sono tutti strapositivi: abbiamo avuto la possibilità di lavorare con delle persone che sono rimaste dei punti di riferimento anche dopo.
Ci siamo divertiti molto e inoltre abbiamo fruito dei vantaggi che possono arrivare da quel tipo di contesto.

Hai annunciato la tua partecipazione stasera dicendo “perché aspettare?”
Sei una persona che si lascia guidare dall’istinto?

Solo un mese fa tutto questo non doveva nemmeno avvenire: a Giugno ho iniziato a pensare a questo progetto e a Settembre ho iniziato a registrare i pezzi, nel mentre ne sto scrivendo altri ed è andato tutto così di fretta, quindi probabilmente… “perche aspettare?” No, non aspettiamo.

Che musica ascolti e se c’è un artista per cui stai “in fissa”?

L’artista che venero è Jovanotti. Per il resto ascolto un sacco di cose e ora vorrei fare  l’elenco di tutte le milioni di cose che ascolto. Son cresciuta con Venditti, con Ivan Graziani e infatti con questi tipi di ascolti non mi spiego perché non abbia mai pensato di scrivere in italiano prima, forse perché erano gli ascolti dei miei.
Comunque gli ascolti sono un botto: Arctic Monkeys, MGMT se devo dire le cose che mi entrano proprio dentro.

 

Intervista e Montaggio: Federico Clemente
Domande: Federico Clemente e Marco Perrotta

 

Foto: Laura Sbarbori X Spaghetti Unplugged