IL FARO INDIE X LINOLEUM: Intervista a TOTA

IL FARO INDIE X LINOLEUM: Intervista a TOTA

26 Novembre 2018 0 Di ilfaroindie

Venerdì 16 Novembre abbiamo assistito al live di un artista molto amico de Il Faro Indie: Tommaso Tota, il quale ha suonato al Linoleum, la serata del Venerdì del Rocketclub di Milano.

Tota è un ragazzo che si è fatto da solo, dalle canzoni registrate in cameretta con un microfono comprato su Amazon è arrivato a firmare un contratto con un’etichetta discografica (Grifo Dischi) e con un booking (Wero Eventi). Con lui abbiamo discusso di come la musica ora sia alla portata di tutti, del suo percorso personale e anche del suo primo disco prodotto con un’etichetta.. che uscirà a brevissimo.

Trovate l’intervista trascritta qui sotto, oppure in formato video qui di seguito:

Siamo qui con Tommaso Tota che sarà live stasera al Linoleum..

Ciao sono Tommaso Tota, detto Tota, nel tempo libero scrivo e canto canzoni, un po’ di gente ha iniziato ad ascoltarmi, per cui eccomi qui stasera al Rocket…che ancora non ci credo ma ci proviamo.

 

Quando hai cominciato a suonare per davvero? 

Allora ho cominciato a suonare per davvero nel Dicembre 2015 (che manco adesso faccio per davvero) con una chitarra prestata perchè mi era venuta la cosa che volevo imparare a suonare la chitarra (che non la so suonare neanche ora), ho cominciato con i soliti accordi, quelli tipici della musica che faccio io; in maniera contemporanea ho cominciato a scrivere, fino a quando ho iniziato a suonare per davvero…diciamo che è nato tutto per caso e senza volerlo.

Che aspettative avevi quando hai cominciato?

In ambito musicale non avevo molte aspettative e autostima, non mi aspettavo un giorno di suonare su un palco; scrivevo canzoni sui fogli con i miei coinquilini, facevamo due “schitarrate” e mettevamo i video su Instagram.. poi la gente ha iniziato a dirmi “bella questa” e lì ho pensato “aspetta, forse c’è qualcosa di buono in questo”.

 

foto di Silvia Violante Rouge

 

E quando è arrivato Grifo Dischi, cos’è successo?

Grifo Dischi è arrivato un pomeriggio, io ero a casa e mi arriva questa telefonata da parte di Enea Fiorucci che mi dice che sta creando un’etichetta discografica e che aveva pensato a me come primo artista del roster.. io credevo avesse sbagliato numero e ho attaccato. Poi mi ha chiamato di nuovo, aveva visto il mio nome in un paio di gruppi (tra cui quello del Faro Indie), mi ha ascoltato, gli piacevo e ha deciso di fare qualcosa insieme.

La mia unica domanda è stata “ma paghi tutto tu?” al suo sì è partito tutto, si firma!

 

Per cui hai chiuso già il tuo primo disco giusto? Possiamo dirlo? 

Sìsì, il primo disco è pronto, sono 8 pezzi in totale, di cui due già usciti e uno che uscirà a breve.

 

Cosa dobbiamo aspettarci da questo primo disco? 

L’ho ascoltato talmente tante volte che anche adesso, quando lo ascolto, dico che vorrei sempre cambiare qualcosa, ma in realtà è pronto e finito.. ci sono cose diverse, anche con i due singoli che sono già usciti come “Oggi non mi importa niente” piano e chitarra e “Lacrimogeni” tutto synth ed elettonico. Non è un concept album, non mi sono fermato su un unico argomento.. c’è molto storytelling, io che racconto una storia non mia, io che parlo di me e altre storie molto diverse tra loro.

 

In questo nuovo disco possiamo anche leggere le tue influenze musicali? Ovvero da che cosa deriva Tommaso Tota?

Per esempio “Lacrimogeni” è una canzone che nasce con le influenze musicali che ho avuto nell’ultimo anno, derivati dalla scena indie – it/pop, tipo l’album “Superbattito” di Gazzelle, non ha testi profondi, ma quando è uscito era qualcosa che non avevo mai sentito e mi ha influenzato molto.

Poi ci saranno chitarra e piano, io alzo sempre le mani quando dico che mi sono ispirato a De Andrè, l’influenza è quella.. non me la toglie nessuno anche se mi diranno che in confronto a lui non sono nessuno, com’è giusto che sia.

 

foto di Silvia Violante Rouge

 

 

Il tuo giudizio sulla scena indipendente italiana del mondo? 

Sono dell’idea di una musica aperta a tutti, perchè ho vissuto sulla mia stessa pelle, senza aver mai studiato musica, senza aver mai cantato, senza aver mai preso lezioni di chitarra.. scrivevo sulle basi di Eminem alle superiori e lì si fermava, non avrei mai pensato di poter salire sul palco, di finire su Spotify e firmare dei diritti.

Una persona come me senza basi e senza studi alle spalle, che ha scritto una canzone con una melodia e un testo che alla gente è arrivato, senza una struttura musicale predefinita alla base.. possiamo dire che nel mio piccolo ce l’ho fatta, ho fatto qualcosa di inimmaginabile per una persona come me, considerando che ho fatto tutto da solo in cameretta, ho ottenuto parecchi ascolti.

Io sono del parere che la musica debba essere aperta a tutti, se vuoi fare una canzone senza avere una base musicale, pubblicala! Poi decide la gente, se gli piace l’ascolta, se non gli piace niente.. ci sarà sempre qualcuno che dice “quello non è capace, sono più bravo io” però ci sono anche 50 persone che ascoltano quella canzone e ci sarà un motivo nascosto da qualche parte.

Per me la musica è una cosa bellissima, ho conosciuto molte persone, tanti mi scrivono per dire che grazie a me riescono ad andare avanti, io neanche grazie a me riesco ad andare avanti, figurati tu! Quindi per me ciò che riguarda la musica è tutto bello, fate musica tutti!

 

Qual’è stata la tua soddisfazione più grande in campo musicale? 

Le mie sorelle che cantano sotto al palco le mie canzoni, quello è stato il momento più bello. Oppure mia mamma che mi manda un video in cui riprende mio padre di nascosto, che canta le mie canzoni in macchina a tutto volume. E poi sicuramente entrare in un vero studio di registrazione.. io prima registravo le canzoni con un microfono comprato su Amazon, ora ho gente intorno che fa tutto quello che dico io.

Grazie alla pazienza di Filippo siamo riusciti a fare un album molto bello.

 

Dove ti vedi tra 2 anni? 

Mi vedo con una laurea magistrale e spero con un lavoro che non sia la musica, perchè con la musica non si può mai sapere, o sei Tiziano Ferro oppure un anno ti va bene, l’altro pure e poi cosa fai tra due anni? Quindi voglio stabilizzarmi e trovare un lavoro che derivi dall’università che sto facendo.
La musica la vedo ancora come un hobby, anche stasera suono perchè il palco era vuoto (ride). Non lo vedo come un lavoro perchè è più una passione per me, anche perchè non guadagno ancora.

Per cui sì, trovare un lavoro e magari suonare nei locali nei finesettimana.

 

CREDITS:

Foto – Silvia Violante Rouge

Domande – Stefano Maiorana

Intervista – Jessica Fuschillo

Regia – Serena Raso

Montaggio video – Alba De Bellis