IL FARO INDIE X LINOLEUM: Intervista a My Girl is Retro

IL FARO INDIE X LINOLEUM: Intervista a My Girl is Retro

14 Novembre 2018 0 Di ilfaroindie

Venerdì scorso, 9 novembre, siamo andati al Rocketclub di Milano per il live di uno degli emergenti a cui siamo più affezionati, nonché fra i più promettenti della scena: MY GIRL IS RETRO.

Carlo è un ragazzo giovanissimo che trasmette genuinità fin dal primo sguardo. I suoi brani sono struggenti, sinceri e incredibilmente maturi considerando la sua età. Abbiamo colto l’occasione per fargli qualche domanda sul suo progetto musicale, la trovate trascritta qui sotto oppure in formato video qui di seguito: 

 

 

INTERVISTA A CARLO CIANETTI, IN ARTE “MY GIRL IS RETRO”

 

Oggi al Rocket diamo il benvenuto a Carlo Cianetti, in arte My Girl is Retro, partiamo dal tuo nome d’arte, cosa significa? E perché lo hai scelto?  

 

In realtà “My Girl is Retro” è il nome di un font, un carattere di scrittura, ne cercavo uno da scaricare per un progetto e c’era questo che si chiama “My girl is retro” e mi è piaciuto come nome (in realtà il font è abbastanza brutto) però mi piaceva l’immagine che dava.
Non ha un significato romantico, niente di tutto ciò, era solo un bel nome che mi piaceva.

 

 

Il 23 Febbraio hai rilasciato “Bordopiscina”, cosa ti aspettavi? Avresti mai immaginato di arrivare in così poco tempo a suonare su palchi come quello del Woodoo Festival?

 

Quando ho rilasciato “Bordopiscina” non mi aspettavo molto, nel senso che è stato un EP autoprodotto, senza manager, senza etichetta, senza booking, senza nulla.. e quindi era semplicemente un realizzare l’esigenza di avere delle canzoni concrete. Poi però, inaspettatamente, ha avuto una diffusione nazionale, non è rimasto in Umbria dove vivo, ma è stato ascoltato da tutte le parti d’Italia e questo mi ha fatto molto piacere e, come dicevi, mi sono trovato su palchi che guardavo da sotto e dicevo “ah come sarebbe bello salirci un giorno” e alla fine ce l’ho fatta come il Woodoo e Umbria che Spacca; insomma mi ha dato molte soddisfazioni.

 

foto di Isabella Sanfilippo

 

Dopo il successo dell’EP Bordopiscina, sono cambiate le tue paure rispetto a quelle che citavi ne “I muri”?

 

A parte che successo è un parolone (ride) no, però non sono cambiate, forse hanno cambiato punto di vista; per esempio quando dico che ho paura di stare sul palco una volta era l’imbarazzo che tutti hanno a stare davanti ad un pubblico e adesso invece si è un po’ persa e si è trasformata nel sapere di dover dare alla gente uno spettacolo all’altezza, perché chi ti ascolta ti conosce e magari piaci, per cui la paura è quella di essere all’altezza e poter offrire un prodotto buono perché non ti considerano come il ragazzino che viene a suonare come hobby ma una persona che ha un prodotto artistico da offrire e lo deve portare in giro ad un buon livello.

Poi forse si è aggiunta la paura che tutto questo finisca, si è svolto tutto molto veloce e così concreta ma al tempo stesso effimero, perché finche non ti affermi può finire da un momento all’altro e quindi c’è anche questa paura aggiuntiva.

 

 

Parliamo del futuro ora, cosa ti aspetti dal tuo ipotetico prossimo album? Pensi di sperimentare altri suoni? Sintetizzatori, ecc. oppure hai un’idea già definita della tua musica e vuoi restare più sull’acustico?

 

Al prossimo album sto pensando molto in questo periodo, ho la tematica già chiara anche se non ve la anticipo, come suoni sto facendo molti ascolti anche di musica estera che il mio manager Matteo Bresaolami suggerisce, cose anche assurde che non avrei mai scoperto da solo ma che mi servono per avere un nuovo orecchio, per poter sperimentare; mi piacerebbe fare un prodotto per cui alla fine si dica “ok anche musicalmente è valido”, non so se sono in grado ma ci proverò.

 

Sappiamo che ti sei trasferito a Bologna per motivi universitari, come sta influenzando il tuo trasferimento sulla tua musica?

 

Ancora non me ne sto rendendo conto perché mi sono trasferito da poco, sicuramente influenzerà sulla mia musica perché sto riflettendo molto sulla lontananza, sui cambiamenti, sul futuro, riflessioni che lasceranno strascichi su quello che scriverò. Sicuramente Bologna in sé è stimolante, ci passa tanta gente, è attiva e propositiva, penso che sia la miglior scelta che potessi fare.

 

foto di Isabella Sanfilippo

 

Qual è la tua visione del panorama indipendente italiano oggi?

 

Io ho vissuto un momento abbastanza particolare, ho cominciato ad ascoltare la musica indipendente che era un’altra cosa, è cambiato in maniera molto veloce, mentre la stavo scoprendo. Devo dire che spesso faccio fatica a trovare cose che mi interessano davvero, ed è un peccato perché ci sono cose che hanno un potenziale ma per un discorso di moda vanno un po’ a perdersi, anche perché è un mondo in cui si ha sempre avuto l’occasione di dire qualcosa di diverso e invece adesso trovo che si faccia più fatica, lo dico da fruitore e non da artista che critica altri artisti.
Ed è il motivo per cui sto tentando di fare molti ascolti diversi, per cercare di staccarmi da questa moda che è gia abbastanza in declino.

 

Ci daresti un paio di cantanti che ti hanno influenzato e che ci consigli di ascoltare per entrare ancora di più nel mondo di “My girl is retro”?

 

Per fortuna c’è una fantastica playlist che ho realizzato su Spotify in cui ci sono un sacco di artisti che ho ascoltato nei 5 anni di liceo e che hanno influenzato “Bordopiscina”, se avete voglia vi consiglio di provare ad ascoltarla.

 

Noi de Il Faro Indie l’abbiamo cercata per voi e la potete ascoltare qui: https://open.spotify.com/user/1197085923/playlist/29AXoS2KSDB17zsP76qmw0?si=GlpBLmXhR8eiXUCGUAFaYw

 

CREDITS:

Intervista- Jessica Fuschillo

Domande- Stefano Maiorana

Video – Serena Raso

Montaggio – Alba De Bellis

Fotografie – Isabella Sanfilippo

 

Special thanks to Linoleum and RocketClub.