On Air: il mondo visto con gli occhi di chi ascolta la radio

On Air: il mondo visto con gli occhi di chi ascolta la radio

8 Novembre 2018 0 Di ilfaroindie

Siamo ancora quattro amici al bar.

 

Quando gli amici del Faro Indie mi hanno chiesto di allargare la nostra collaborazione, proponendomi di scrivere una rubrica per loro, ho passato alcuni giorni a domandarmi su cosa avrei potuto chiacchierare liberamente con voi che ora mi state leggendo. La nota vocale – lunga qualche minuto in meno rispetto a quelle di Tommasone nazionale – con cui mi viene presentata l’idea arriva in un tardo pomeriggio di ottobre, mentre cerco di arginare dei seppur docili deliri febbrili d’inizio autunno. D’altronde, si sa, noi uomini lamentiamo molto anche il più sciocco dei mali. La possibilità di risvegliare i miei neuroni dal torpore pomeridiano mi trascina in lunghi pensieri orientati su cosa di ciò che faccio avrebbe potuto generare interesse a tal punto da giustificarne la lettura.

 

Piccolo passo indietro: ciao a tutti, sono FedericoFex per gli amici – autore, oltre che conduttore, di un programma in una piccola grande web radio romana.

 

E sì è per questo, per il fatto che mi concentro sempre su cosa possa giustificare l’ascolto, che ho pensato a lungo cosa avrebbe potuto meritare l’attenzione di un lettore. Perché se è vero che per me comunicare è un’esigenza, è altrettanto vero che mi sono ormai abituato ad una forma più rapida, istantanea, meno riflessiva e molto più istintiva di comunicazione, come quella che consiste nel parlare in diretta davanti ad un microfono e senza un pubblico visibilmente presente. In ogni caso, però, dalla radio è nata la collaborazione tra me e il Faro e di questo mezzo, di quello che succede all’interno del programma, avrebbe indubbiamente senso raccontarvi in questo spazio.

 

È qui che, all’improvviso e quasi sicuramente sotto effetto dell’ormai calcuttiano rimedio antinfluenzale, ricordo un particolare importante. C’è qualcosa in più: la radio parla, certo, ma sa anche ascoltare. Ha questa curiosa attitudine di rivolgersi agli ascoltatori ascoltandoli, in una sorta di reciproco scambio che non avrebbe altro modo di alimentarsi se non con il dialogo. Come ho detto nella prima puntata, mi piace immaginarla come un bar, ma non un bar qualunque. Quello di quartiere, dove si passa la sera prima di tornare a casa, dove si va senza dover dare appuntamento a nessuno perché ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltare, con cui chiacchierare, condividere e scambiarsi opinioni.

 

Ci siamo, di questo sento di potermi occupare: di quello che ci raccontiamo, di ciò che viene fuori dialogando con voi durante le puntate. Perché in fondo la radio è quotidianità, la vostra, la mia, esplosa in mille particelle di suono capaci di raggiungerci ovunque. A volte è immaginazione, altre puro esercizio di osservazione di ciò che ci circonda, ma ha sempre un’anima collettiva che va preservata e che cercherò di restituirvi in queste righe. So che forse sarebbe stato più divertente parlarvi di lavori strani – come il babysitter di struzzi o il pusherman giapponese – oppure di curiose superstizioni – come quella cinese per il numero 4 o quella vietnamita per le banane – ma per questo ci sarà tempo. Intanto, voi iniziate ad ordinare una birretta!

 

Fex [Federico Clemente] – Autore e Conduttore de Le canzoni fanno bene