Libertà è Partecipazione

Libertà è Partecipazione

26 Aprile 2018 0 Di Marco Perrotta

1968/2018 – 50 anni di un altro tipo di libertà

Il 25 aprile festeggiamo, in Italia, la liberazione dal più atroce dei mali che possono affliggere una popolazione, la guerra. Non credo che riusciamo neanche lontanamente ad avvicinarci col pensiero alla sofferenza, al clima di terrore e soprattutto alla sensazione di impotenza che vivere in un paese in stato di guerra può generare.
Provate solo per un momento ad immedesimarvi in un vostro coetaneo e concittadino del 1945, pensate alla sensazione di sollievo che possa aver provato, come possa essersi sentito “libero” da quella sensazione che lo attanagliava. Ed è per questo che, cercando di immedesimarmi in un ragazzo nato nel 1920, non parlo di liberazione dal fascismo, pur non essendo neanche vicinamente simpatizzante, ma solo di liberazione dalle atrocità e dall’impotenza.

Ma il mio pensiero oggi, a 50 anni dai tumulti che sconvolsero un po’ tutto il mondo nel 1968, va dritto ad un altro tipo di libertà, quella che fu per la prima volta descritta con tre semplici parole sui muri di una Parigi in piena lotta studentesca. Quei muri divennero manifesto e testimonianza dei pensieri che passavano per la testa di quei giovani (ancora una volta, nostri coetanei) e sui quali troviamo graffiti ormai divenuti iconici anche per le generazioni future, dalla più iconica di tutte “proibito proibire” alla “siamo realisti, chiediamo l’impossibile”, urlata durante il Maggio francese, passando per il manifesto hippie “fate l’amore, non fate la guerra” fino ad arrivare a quella che, personalmente, cerco di fare più mia in assoluto durante la vita di tutti i giorni, anche dopo 50 anni di progressi e cambiamenti culturali enormi, e cioè quel “Libertà è Partecipazione” che in Italia è stata presa in prestito da un (allora ragazzo nostro coetaneo) milanese d’origini Venete che risponde al nome di Giorgio Gaber.

L’invito di Gaber a partecipare è stato ampiamente disatteso, sono passati 50 anni da quando giovani studenti (e non solo studenti) dislocati in diverse zone del mondo, hanno deciso di dare un segnale che fu di svolta e che segnò profondamente quella generazione, ma piano piano abbiamo dimenticato quel messaggio, ci stiamo accontentando sempre di più. Penso che per essere felici bisogna essere liberi, e per essere liberi bisognerà sempre e comunque partecipare e lottare per quello che si crede, anche solo in maniera costruttiva, anche solo dialogando con una persona che la pensa più o meno diversamente da te, anche riuscendo a mettere da parte l’ego e comprendendo quando una opinione va cambiata o quando invece è necessario fare di tutto per proteggere un’ idea.

Sui muri di Parigi, ormai da 50 anni, possiamo trovare le linee guida non per cercare la libertà, non per cercare quella felicità che tutti vorremmo afferrare, ma per tornare quantomeno a sentirci appartenenti a qualcosa per cui vale la pena combattere.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
Che ha di fronte solamente la natura
E cammina dentro un bosco
Con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
Fa l’amore come fosse un animale
Incosciente come un uomo
Compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
Di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
E che passa la sua vita a delegare
E nel farsi comandare
Ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche avere un’opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
Che si innalza con la propria intelligenza
E che sfida la natura
Con la forza incontrastata della scienza
Con addosso l’entusiasmo
Di spaziare senza limiti nel cosmo
E convinto che la forza del pensiero
Sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche un gesto o un’invenzione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.